Anziani non autosufficienti Averne di anni e non sentirli

in Opinione

di Luigia Aristodemo

In Italia, rispetto all’Europa, abbiamo il piu alto numero di over 65, anziani autosufficienti, che seguono una sana alimentazione, allenamento mentale e fisico. Le stime però fanno prevedere anche in ascesa la percentuale di anziani non autosufficienti. La prevenzione e le cure a lungo termine , rappresentano i cardini di un sistema sanitario per un invecchiamento in salute, ma solo questo non basta. Nel 2030 si prevedono 5 milioni di italiani portatori di una disabilità grave richiedente assistenza ed una presa in carico da parte del sistema sanitario nazionale.

Ma siamo preparati a tutto questo? Purtroppo i modelli sociosanitari variano e sono frammentati da Regione a Regione. Il numero di caregiver diminuisce, aumenta il numero delle famiglie che non sono in grado di contribuire economicamente all’assistenza dei propri cari. Il sistema sanitario deve necessariamente integrare agli aspetti sanitari quelli sociali della persona affetta da polipatologia e disabilità, senza dimenticare una razionalizzazione della spesa sanitaria.

L’ assistenza domiciliare integrata (ADI) ė una forma di assistenza per l’anziano non autosufficiente. Ė un tipo di assistenza in assoluto preferita dal cittadino perché la cura avviene al domicilio e inducendo una riduzione del numero di ospedalizzazioni genera un miglioramento della qualità di vita e tale modello socio sanitario abbatte i costi e incrementa la qualità delle cure.

In Italia, i servizi erogati in regime di ADI sono stabiliti dal Ministero della Salute e rientrano a tutti gli effetti tra i LEA (livelli essenziali di assistenza).

Malauguratamente, a fronte della teorica obbligatorietà di garantire quanto previsto nei LEA non tutte le Aziende Sanitarie italiane sono in grado di offrire l’intera gamma di servizi previsti . E se tale assistenza sembra un diritto per pochi, pensare solo al ricovero in residenze sanitarie assistenziali non può rappresentare l’alternativa. Il rischio, nel ricovero per anziani non autosufficienti nelle strutture residenziali, sarebbe quello di creare un grande ospizio mal organizzato.

 

Purtroppo quando subentra la non autosufficienza di un anziano, la famiglia va in difficoltà, non sempre riesce a organizzarsi . La fotografia

ė chiara, condizioni economiche , aumento del numero di anziani non autosufficienti, il servizio Sanitario in difficoltà : l’unica strada ė integrare , investire e proporre soluzioni alternative. Da qui la necessità di migliorare quello che già c’è, e guardare con interesse i ricercatori che studiano l’intelligenza artificiale come sistema tecnologico e attraverso gli algoritmi , reti neurali, cercano modelli applicativi in aiuto degli anziani e alla loro assistenza domiciliare. Con un progetto europeo che è stato coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, hanno realizzato tre robot per anziani. Ė l’inizio, ma la ricerca fa ben sperare.

Realizzare una prospettiva progettuale per poter potenziare tutti gli interventi a domicilio tenendo conto dei desideri e delle reali necessità degli anziani non autosufficienti è d’obbligo. Come da più tempo dicono i geriatri:” bisogna trovare soluzioni per evitare di lasciare gli anziani in uno stato di isolamento e pensare al bene comune”.