Pakistan, veterinario rischia l’ergastolo con l’accusa di blasfemia L’uomo ha incartato per errore farmaco con una pagina del Corano.

in Esteri/Le Brevi

Si è appena concluso il decennale calvario della cristiana pachistana Asia Bibi, la quale era stata accusata di blasfemia, che i media ci portano a conoscenza di un altro caso: un uomo, di professione veterinario, è stato accusato di aver insultato l’islam per aver incartato un farmaco con una pagina del Corano. Lo rende noto la Bbc e la notizia viene ripresa anche dall’ANSA.

Il veterinario, indù, si è visto bruciare l’ambulatorio e la stessa sorte hanno avuto negozi limitrofi di proprietà induista. L’episodio è avvenuto vicino alla città di Mirpur Khas, nella provincia di Sindh, Pakistan sudorientale.


Il capo della polizia ha dichiarato che coloro che hanno dato alle fiamme l’ambulatorio e i negozi saranno arrestati perché “non amano né l’islam né i propri vicini”, ma intanto anche il veterinario indù deve difendersi, perché per l’accusa di blasfemia nei confronti della religione islamica rischia l’ergastolo (Asia Bibi era stata addirittura condannata a morte). Lui si è scusato, dicendo di aver utilizzato per errore il foglio di un libro di scuola coranica, ma certo non è ancora finita.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


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