Elezioni europee: i risultati di tutte le nazioni chiamate al voto

in Le Brevi/Politica

Grande attesa per i risultati di questa tornata delle elezioni Europee, tra gli spettri delle ultra destre, dei sovranisti, degli anti-europeisti e degli euroburocrati. Il primo dato che va segnalato è l’alto numero di affluenza alle urne in tutta Europa. Affluenza ai seggi in aumento nei principali Paesi europei. Oltre che in Francia (43,29% contro il 35% del voto Ue del 2014, +8%), in Germania alle 14 la percentuale di persone che si è recata a votare era del 29,4% rispetto al 25,6% del 2014. In Spagna numeri ancora più alti se confrontati con le Europee di cinque anni fa: l’affluenza delle 14 infatti era del 34%, più alta di dieci punti percentuali rispetto al 2014. Boom in Ungheria, dove alle 15 l’affluenza era pari al 30,52%, già più alta di quella complessiva di cinque anni fa. Altri dati: in Slovenia all’8,9% a metà mattinata, in Polonia al 14,39% alle 12, in Portogallo all’11,56% alle 12, in Romania al 19,7% (+ 7 rispetto al 2014, ma oggi si vota anche per il referendum sulla controversa riforma della giustizia), in Croazia al 9,9% alle 11.30. Ora andiamo a vedere nazione per nazione quali sono stati i vincitori della tornata elettorale aiutandoci con i risultati e i più recenti exit poll pubblicati da siti ufficiali e da agenzie stampa, in primis l’Ansa.

In Francia Marine Le Pen è primo partito con il 23,2% dei voti: “E’ la vittoria del popolo” che oggi ha “ripreso il potere”,al Parlamento si costituirà un “super gruppo” di sovranisti in grado di “pesare” sull’organizzazione dell’Unione europea, ha detto la Le Pen. mentre La Republique en Marche di Emmanuel Macron è al 21,9%.  In Ungheria il partito di Viktor Orban, Fidesz, si conferma in testa ai primi exit poll con un netto 56%. In Austria vincono popolari di Kurz, mentre il Fpoe è terzo nonostante lo scandalo che ha travolto il leader del partito di estrema destra austriaco pochi giorni fa. In Germania l’Unione Cdu-Csu di Angela Merkel si conferma il primo partito negli exit poll con il 27.5%, ma perde il 7,8% mentre volano i Verdi sopra il 20%. In Spagna i socialisti del premier Pedro Sanchez si apprestano a vincere con un distacco di oltre dieci punti, secondo l’ultimo sondaggio. Il Psoe, in attesa dei primi exit poll, è dato al 28,9% e 18 seggi. In Grecia Nuova Democrazia in testa a 34%, Syriza a 27%, Alba Dorata arretra, al 6% mentre il premier greco Alexis Tsipras chiede al presidente della Repubblica elezioni anticipate dopo aver appreso la sconfitta. A Malta si conferma la netta vittoria del partito laburista del premier Joseph Muscat, al 55%. In Olanda secondo Europe Elects, con l’85% dei voti contati, la formazione registra il suo record più basso e non raggiunge la soglia del 3,85% restando senza seggio all’Eurocameramentre Geert Wilders ha preso una suonante batosta. In Irlanda il Fine Gael (Ppe, europeista) del premier Leo Varadkar si conferma primo partito con un 29% di voti e una previsione di 4 seggi. Mentre non fanno passi in avanti gli storici rivali del Fianna Fail (Alde) che nelle parallele elezioni locali sono testa a testa col partito di governo, ma alle Europee rischiano di cedere persino il secondo posto ai Verdi, che volano dall’1,6 al 15%. In Polonia col 42,40% vince il partito ultraconservatore Diritto e Giustizia (PiS/Ecr) di Jaroslaw Kaczynski seguito dalla Coalizione europea, la lista unica formata dai principali partiti di opposizione, tra cui la Piattaforma civica di Donald Tusk. Nel Regno Unito, dove permane lo stallo per il mancato divorzio della Ue, come da previsioni vince il Brexit Party di Nigel Farage con oltre il 32% mentre i Tories di Theresa May sprofondano al 10-12%. In Danimarca i socialdemocratici, guidati dalla leader Mette Frederiksen, sono in testa con il 22,9%, un risultato migliore di oltre 3 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2014 (19,1%). Al secondo posto, i liberali di Venstre, con il 20,5%, in aumento dal 16,7 di cinque anni fa. A Cipro vince il partito conservatore e membro del Ppe Disy, col 31,8% dei voti, conquistando 2 dei 6 seggi che spettano al Paese nell’emiciclo europeo. Emerge dalle prime stime ufficiali del Parlamento europeo. In crescita anche il partito di estrema destra Elam, che raggiunge l’8,8%, mentre nel 2014 aveva ottenuto il 2,69%. In Finlandia, secondo gli exit poll, i conservatori del National Coalition Party sono in testa con il 20,9%, seguiti dai socialdemocratici al 16,7 (che perdono così il primato ad appena un mese dalle elezioni politiche), dai Verdi al 14,4 e dal Partito di Centro. In Croazia le prime stime danno in vantaggio i conservatori del primo ministro Andrej Plenkovic con il 23,4 per cento dei voti, mentre al secondo posto, secondo le emittenti croate, vengono dati i socialdemocratici con il 18 per cento delle preferenze che esprimerebbero tre eurodeputati. In Romania gli  exit polls vedono il partito socialdemocratico al governo (Psd) e il principale partito di opposizione, il Pnl (Partito nazionale liberale) sul 25.8%.


 

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C.P.


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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