Roma, giovane scultore dà volto ai tronchi d’albero morti

in Cultura/Roma

Andrea Gandini è un 22enne originario di Teramo che vive a Roma da quando era bambino. Il suo lavoro è del tutto particolare: conferire un volto umano ai tronchi degli alberi morti della Capitale. Sembra una bizzarria (tanto più che le opere vengono svolte liberamente senza chiedere autorizzazioni), ma Andrea è arrivato ad avere successo a livello nazionale e oggi è uno scultore. Naturalmente ha anche un sito Internet.

Si conoscono 54 opere del giovane artista, ma non sono le uniche. Si possono addirittura segnalare su di un apposito form che si trova sul web. Andrea non si occupa solo di intagliare facce sui tronchi d’albero, ma esegue anche opere su commissione in tutta Italia.

La sua affascinante storia è stata raccontata dal sito “Roma Artigiana”, che l’ha intervistato. “Questa attività è nata nel 2015 – ha spiegato il ragazzo – ho iniziato scolpendo piccoli pezzi di legno nel mio studio/ garage.
A un certo punto mi è venuto in mente di realizzare una scultura su un tronco appena fuori il garage, avevo pensato di fare una specie di insegna ma poi è diventata una vera e propria faccia”.

Ha rispetto per il materiale che usa: sa che “rappresenta la rimanenza di ciò che era un essere vivente. Un tronco, nato da un seme, con dei fluidi che scorrevano al suo interno, come vasi sanguigni e delle fibre paragonabili a quelle muscolari”. Perciò gli piace l’idea “di dare un’identità al tronco che se pur morto rappresenta in qualche modo un individuo”. Sulla pagina Facebook di Andrea qualcuno si complimenta dicendo che, con le sue opere, sta rendendo bella Roma, mentre oggi c’è “chi la sta facendo diventare brutta e decadente”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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