Bimbo di 2 anni ucciso dal padre a Milano: “Piangeva perché aveva i piedi ustionati con un accendino”

in Cronaca/Le Brevi

Emerge un nuovo agghiacciante dettaglio (riportato in queste ore dai quotidiani) sulla morte del bimbo di 2 anni di origine croata avvenuta nella notte tra martedì 21 e mercoledì 22 maggio nell’appartamento in cui viveva con la famiglia in via Ricciarelli 22 a Milano. In carcere, dopo essere stato fermato con l’accusa di avere ucciso il piccolo ed aver ammesso le proprie responsabilità, si trova il padre, Alijca Hrustic, 25 anni, il quale si era dato alla fuga ma è stato rintracciato in poche ore a casa di un conoscente nel quartiere Giambellino. Ha raccontato di aver picchiato Mehmed (questo il nome della vittima) perché piangeva: aveva i piedini ustionati, probabilmente con un accendino. Hrustic non era riuscito a dormire quella notte, dopo aver fumato hashish, così è andato in escandescenze. Davanti agli inquirenti ha però tentato di giustificarsi affermando che “non credeva che avrebbe ucciso” il bambino.

A confermare la versione dell’uomo riguardo ai piedini bruciati di Mehmed, è il fatto che fossero fasciati, quando è stato trovato il corpicino esanime. Non erano stati legati, come si era pensato inizialmente: forse è stata la madre a medicarglieli. Le cause del decesso saranno chiarite dall’autopsia. Si dovrà anche chiarire se il bambino fosse già stato picchiato, e la posizione della mamma, Silvia Z., 23 anni, la quale ha detto di aver cercato di fermare la furia del marito, ma di essere stata picchiata a sua volta (ed è anche incinta). Almeno per il momento la giovane risulta soltanto persona informata sui fatti. Sia Hrustic sia lei hanno precedenti penali e facevano vivere Mehmed e le due figlie, di 3 e un anno, in condizioni igieniche pessime, ragion per cui le bambine sono state affidate ai servizi sociali. Un figlio più grande vive in Croazia.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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