Indonesia, almeno 6 morti e circa 200 feriti in scontri con la polizia. Decine di fermi a Giacarta Proteste di piazza contro la rielezione del presidente Joko Widodo.

in Esteri

Situazione incandescente in Indonesia, dopo il voto del 17 aprile scorso che ha visto rieleggere il presidente Joko Widodo (come confermato dal Consiglio elettorale). Molte le persone che ieri, martedì 21 maggio sono scese in piazza a Giacarta per protestare, e si sono verificati scontri tremendi con la polizia: almeno 6 le vittime e circa 200 i feriti. Lo riferisce l’agenzia Agi, che cita il governatore provinciale Anies Baswedan, appena recatosi a visitare l’ospedale della capitale indonesiana. Fonti della polizia annunciano l’arresto di almeno 60 persone.

L’’ex generale Prabowo Subianto, sfidante sconfitto di Widodo, ha accusato quest’ultimo di frode elettorale ed annunciato la propria intenzione di presentare ricorso alla Corte Costituzionale. I manifestanti erano suoi sostenitori, guidati da islamisti. Inizialmente le proteste sono state pacifiche, ma poi sono giunte davanti alla sede dell’Agenzia per la supervisione elettorale nella capitale e della commissione elettorale, e l’atmosfera ha iniziato a scaldarsi.

La polizia ha usato gas lacrimogeni contro quelli che ha definito “provocatori” ed è stata aggredita da diverse migliaia di persone con sassi e bottiglie molotov. Così gli agenti hanno risposto con palline e appunto, lacrimogeni.

Schierati 32.000 poliziotti a protezione delle sedi istituzionali con veicoli a filo spinato e antisommossa, in attesa delle nuove manifestazioni che dovrebbero avvenire in giornata.

Widodo ha ottenuto il 55% dei voti contro il 44, 5% di Prabowo. Quest’ultimo non ha riconosciuto il risultato e promette battaglia. Invece la supervisione del processo elettorale ha affermato che non ci sono irregolarità.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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