Caso Cucchi, Arma e governo chiedono ammissione come parti civili

in Cronaca/Le Brevi

Il presidente del Consiglio, il Viminale, il ministero della Difesa e l’Arma hanno presentato istanza per essere ammessi come parti lese al processo contro i depistaggi nel caso Cucchi, rendono noto i media in queste ore. Gli imputati sono 8 carabinieri, tra cui alcuni ufficiali.

Di “Un fatto senza precedenti e un momento di riavvicinamento tra cittadini e istituzioni”, ha parlato la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, da sempre portavoce della famiglia perché la verità sulla morte del geometra 31enne romano avvenuta all’Ospedale Pertini il 22 ottobre 2009, una settimana dopo il fermo del giovane per detenzione di sostanze stupefacenti, venisse alla luce.

Ilaria ha commentato la notizia al termine dell’udienza preliminare sul procedimento dell’eventuale “Cucchi quater”, proprio incentrato sui depistaggi a seguito della morte di suo fratello.

L’11 marzo scorso il comandante generale dei Carabinieri Giovanni Nistri aveva già comunicato per lettera alla famiglia Cucchi l’intenzione dell’Arma di costituirsi parte civile in quel processo. Lo stesso faranno non solo i familiari (i quali hanno sempre sostenuto che Stefano fosse morto per un pestaggio subito in caserma), ma anche Riccardo Casamassima, l’appuntato che ha fatto riaprire il caso accusando alcuni colleghi.

 

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

Ultime da Cronaca

Vai a Inizio pagina