Eurovision, Mahmood: “Spero che l’Italia faccia una bella figura” Domani sera a Tel Aviv la finale in cui lui presenterà “Soldi”, vincitrice di Sanremo.

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Manca meno di un giorno alla finale dell’Eurovision Song Contest, che quest’anno si tiene a Tel Aviv. L’Italia sarà rappresentata domani sera, sabato 18 maggio, da Mahmood con la sua “Soldi”, brano vincitore dell’ultima edizione di Sanremo con interminabili e sgradevoli polemiche anche a sfondo razziale sul giovane cantautore.

Il ragazzo, però, che di nome si chiama Alessandro, vive nel quartiere milanese di Gratosoglio ed è nato alla Clinica Mangiagalli del capoluogo lombardo da madre sarda e padre egiziano, ha guardato oltre, e raggiunto dall’ANSA nel suo hotel nella città israeliana, dice: “Per me l’importante non è tanto vincere, ma andare lì e fare una bella esibizione. Che la gente possa dire: vedi l’Italia quanto è forte”. E aggiunge: “Quando andai a Sanremo giovani – nel dicembre scorso con brano “Gioventù bruciata” – nessuno mi avrebbe dato una chance e invece ho vinto. Ora che la situazione si è ribaltata, tutti ti dicono che vincerò. Vedremo… ”.


Oltre che sulla nazionalità dell’artista, si è molto discusso su una frase in arabo della sua canzone (dedicata al padre che ha abbandonato la famiglia e che, fin dopo la vittoria del figlio al Festival, aveva fatto perdere le proprie tracce) e su un suo riferimento al Ramadan (“Beve champagne sotto il Ramadan”); riferimento ha portato qualcuno a ritenere Mahmood musulmano e un giornalista a chiedergli direttamente come si sentisse a dover cantare “Soldi” proprio durante il mese sacro per l’islam. Il ragazzo allora è tornato a spiegare: “Quella frase è una metafora, solo un modo per condannare chi predica bene e razzola male. Io sono cristiano e non sapevo neppure che l’avrei cantata all’Eurofestival in un periodo che è Ramadan”.

E riguardo Matteo Salvini, che su Twitter era sembrato avanzare perplessità sul fatto che il Festival della Canzone Italiana fosse stato vinto da un artista dal nome arabo, Mahmood ha chiarito di non aver avuto “un confronto reale” con il vicepremier e ministro dell’Interno, ma ha anche aggiunto: “Non so neanche se lo vorrei. Io voglio stare lontano dalla politica e fare soltanto musica”.

Per quanto riguarda chi ha osservato che lui, “egiziano”, avrebbe dovuto partecipare ad una gara in Israele, e affermato che lui si sarebbe rifiutato di farlo proprio per questo motivo, Mahmood ha risposto lapidario che si trattava di “una stupidaggine”. Idem per il fatto che non avrebbe partecipato per via della febbre: “Qui c’è il mare e si guarisce”, ha detto con una battuta. E ha finito di parlare delle polemiche con la saggia frase: “Etichettare le persone è roba vecchia. Affermazioni di quel tipo – dice – vogliono creare differenze, distacco. Non è proprio necessario”.

Musica dunque: il rapper presto canterà con i colleghi Venerus e Miss a Milano, sta scrivendo nuove canzoni e tra non molto uscirà un suo nuovo disco: è tutto pronto. In bocca al lupo Mahmood. In bocca al lupo Italia.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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