ALESSANDRO COSTA DOCENTE

 La lezione del cardinale

in Opinione
ALESSANDRO COSTA DOCENTE

di Alessandro Costa

Il cardinale Krajewski elemosiniere del Papa, ha rotto i sigilli della società elettrica per ridare elettricità a circa 300 famiglie, rimaste al buio da tre giorni, bambini e vecchi compresi, per non aver pagato la bolletta. Il ministro Salvini, a mio avviso senza averci pensato a sufficienza, ha commentato « perché non paga loro anche le bollette scadute ? ».


È vero che tutte quelle famiglie non avrebbero alcun diritto di vivere in quel palazzo, sono quindi parte di quei tantissimi occupanti abusivi, dei quali sembrano accorgersi soltanto di recente sia i politici che i giornalisti. Non meraviglia che un prete, che dovrebbe rappresentare i valori cristiani, provi a rispondere ad un’emergenza che riguarda quei gruppi di esseri umani che definiamo gli ultimi o i penultimi, e questa volta non soltanto stranieri, ma anche italiani. Potrà certamente apparire strano che un uomo della chiesa, addirittura un porporato, si metta a rompere i sigilli della società elettrica, come farebbe un borgataro arrabbiato, (anche se Sua Eminenza ha detto subito che se ne assumeva ogni responsabilità).

Quindi, pur se l’atto materiale può suscitare qualche critica, è difficile non comprendere la coerenza dell’obiettivo con i principi di amore e solidarietà sui quali si basa il cristianesimo, e che molti – forse incluso Salvini – avrebbero voluto anche citati come fondamento della costituzione europea.

Meraviglia invece molto la risposta di Salvini. Forse che un ministro della Repubblica non ha il pieno diritto di ricordare a tutti il rispetto della legge ? Occupare un immobile è proibito e chi lo fa potrebbe, o forse dovrebbe, essere portato via e sanzionato debitamente. Ma quando un’occupazione dura anni ed anni, e nessuno se ne occupa, lasciando ammonticchiare le bollette non pagate per centinaia di migliaia di euro, il problema non è più soltanto quello di colpire qualche illegalità isolata. Il problema è che l’occupazione forse non comincia, ma certamente dura, a causa dell’incapacità dello Stato -delle autorità competenti- di fornire un alloggio decoroso a tutti coloro che non possono permetterselo. Se qualcuno ruba un sacchetto di spaghetti in un supermercato, sarà un problema penale. Ma se migliaia di famiglie andassero a prelevare sacchetti di pasta nei supermercati, allora il problema sarebbe un problema sociale, un problema politico, un problema delle istituzioni.

Ricordo uno degli ultimi grandi politici dell’Europa : Angela Merkel, davanti ad una ragazza palestinese che piangeva perché, pur essendo iscritta all’università in Germania, era stata colpita da un foglio di rimpatrio. In quella riunione pubblica la Cancelliera le si avvicinò e le disse che, come rappresentante dello Stato doveva garantire il rispetto della legge. Il giorno dopo però la Cancelliera trovò il modo di concederle di completare il suo corso di studi nell’università tedesca cui era iscritta.

I veri politici, e non soltanto quelli più grandi, dovrebbero aver ben chiara la differenza tra l’istituzione e il privato, fra la giustizia e la clemenza, che, guarda caso, fa anch’essa parte del sistema penale di quasi tutti gli ordinamenti giuridici.

Ecco perché la risposta di Salvini è sbagliata, e lo è sia sul piano istituzionale che su quello politico.

Infatti non spetta al Cardinale il pagamento delle bollette, cioè affrontare seriamente e costruttivamente il problema degli alloggi per i più poveri : esso spetta alle autorità competenti, il Comune, la Regione, lo Stato. Anzi qui le autorità sono doppiamente responsabili, sia perché non hanno impedito o contrastato l’occupazione, sia perché non hanno fatto nulla per risolvere il problema. Viene invece il fondato sospetto che esse si siano adagiate su una illegalità diffusa, adottando una comoda politica dello struzzo, che mette la testa sotto la sabbia, evitando responsabilità e problemi.

Politicamente poi la risposta del Ministro è chiaramente un autogol : come si fa a muovere una critica verso qualcuno che agisce per difendere persone in gravi difficoltà, delle quali nessuno si è occupato prima, ed in particolare lo Stato che il Ministro rappresenta ? E se per caso il Cardinale – qui lo dico e qui lo nego – ci avesse messo anche un poco di malizia, facendo un gesto politico, proprio durante la campagna elettorale, allora Salvini ci sarebbe cascato con tutte le scarpe.

Visto che ho quasi settant’anni, e che ho vissuto durante la prima Repubblica, mi sono immaginato come avrebbe risposto un uomo della vecchia Dc : « siamo grati al Cardinale per l’esempio e insegnamento che ci ha dato, e accettiamo volentieri una tirata d’orecchie che ci indurrà a fare presto e meglio per risolvere il terribile problema dell’edilizia abitativa nella città di Roma ».

Voglio ripetere che nessuno si meraviglia se il ministro degli interni vuol fare applicare la legge, anzi sarebbe ora di farlo molto di più di quanto non si sia fatto finora. Però un politico deve riflettere prima di parlare, come facevano quelli di prima, forse anche perché avevano avuto una scuola migliore.

 

 

 


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