Germania: nell’aria una legge per tassare le moschee (e per smarcarsi dalla Turchia)

in Esteri/Le Brevi

A Berlino si sta discutendo su luna tassa ‘religiosa’ sui luoghi di culto musulmani, in modo da renderli meno dipendenti dai finanziamenti stranieri, a partire dalla Turchia e dai movimenti salafiti, che attualmente sono i soli finanziatori dell’apertura delle moschee in Germania.

La comunità musulmana in Germania conta circa 5 milioni di persone, il 6% della popolazione totale. L’obiettivo della tassa sarebbe eliminare o ridurre il rischio di radicalizzazione. Andrebbe riscossa dai Länder. Nel 2018 il nome più scelto per i neonati a Berlino è stato Mohamed, in tutte le sue varianti ortografiche. A Brema il nome del Profeta dell’Islam è stato il terzo tra i più scelti: a conferma del fatto che i cittadini di fede islamica sono decisamente più prolifici in Germania. Il dato emerge dalla ricerca curata ogni anno dalla Gesellschaft für deutsche Sprache, secondo cui dei 22.177 bambini nati a Berlino nel 2018, esattamente 280 sono stati chiamati Maometto.

“Una strada possibile”, secondo la Welt, che cita una risposta ad una interrogazione al Bundestag. La tassa sarebbe tecnicamente una estensione della kirchensteuer – l’imposta che cattolici e protestanti pagano alle loro chiese – ai musulmani, che con i proventi finanzierebbero i propri luoghi di culto.

 

 

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C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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