Omicidio Imen Chatbouri: condoglianze alla famiglia. Complimenti alle Forze dell’Ordine

in Cronaca

Non vedere più una persona amata, perché morta, è un abisso, oscuro senza luce, il sollievo della giustizia seppur flebile è balsamo per un istante, perché solamente la giustizia può alleviare e dare un senso alla morte di una giovane donna vittima di un animale: Imen, ex campionessa di atletica, aveva rifiutato le sue avance, aveva chiuso il sipario della perversa immaginazione d’istinto che l’assassino stava auto-celebrando. Perché una bestia ha ucciso a Roma Imen Chatbouri, 37enne tunisina,  gettata giù dal ponte Sisto, venne trovata priva di vita sulle banchine del Tevere. Dopo dieci giorni, però, è stato fermato nella zona di Valle Aurelia l’uomo sospettato della morte dell’ex atleta di origine tunisine. E qui arriva il balsamo della giustizia. Complimenti alle Forze dell’Ordine, preparate, folgore, competenti, hanno  arrestato l’assassino della giovane atleta tunisina in poco tempo, un certo Stephan Catoi, un cittadino nato in Romani, forse convinto di aver evitato la cattura, è stato fermato mentre camminava in strada, non aveva pensato di essere stato ripreso dalle telecamere di video sorveglianza piazzate nella zona dell’omicidio: ora verrà trasferito nel carcere romano di Regina Coeli. “

Niente o forse un soffio di calore nell’inferno glaciale nel quale sta vivendo la famiglia di Imen, alla quale la Redazione di Al Maghrebiya porge sentite condoglianze.

 

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C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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