Sclerosi multipla, cresce la prevalenza nel mondo

in Salute


In Italia le persone con sclerosi multipla (SM) sono oltre 118 mila, secondo i dati emersi dall’ultima edizione del Barometro della SM. Ma qual è la situazione nel mondo? A scattare una fotografia della sclerosi multipla, la patologia neurologica a base infiammatoria più comune nei giovani adulti, è un’analisi pubblicata nei giorni scorsi su Lancet Neurology, eseguita per il Global Burden Disease 2016 e finanziata dalla Bill & Melinda Gates Foundation.

 

Lo studio conferma molti dei trend osservati dalla ricerca negli ultimi anni, dal carattere femminile della patologia, al gradiente di prevalenza tra nord e sud geografico, che aumenta con l’aumentare della latitudine. Ma l’immagine che restituisce lo studio tiene traccia anche di come è cambiata la sclerosi multipla a livello globale e regionale e di come si è evoluto il mondo dei trattamenti disponibili.


 

Negli ultimi anni, parallelamente all’aumento delle conoscenze biologiche, sono nate e si sono moltiplicate anche le opzioni ditrattamento per le persone. Fotografare lo stato attuale della malattia è quindi fondamentale per capire come allocare oggi e in futuro le risorse per combatterla, e sfruttare al meglio gli strumenti che abbiamo per farlo.

 

Il primo dato che emerge dall’analisi è questo: nel mondo ci sono più di 2,2 milioni di persone con sclerosi multipla(dati riferiti al 2016), con una prevalenza di circa 30 casi ogni 100 mila persone, in aumento di circa il 10% dal 1990 (prevalenza standardizzata per età).

 

L’incidenza della sclerosi multipla invece, specie nella popolazione bianca, negli ultimi decenni è rimasta per lo più stabile o è aumentata leggermente (più alta invece in alcuni gruppi etnici). L’aumento della prevalenza osservato pertanto, scrivono gli autori, è attribuibile ai passi avanti compiuti nella diagnosi precocee nell’aumento di sopravvivenzanei Paesi ad alto reddito.

 

Nel quadro globale, con lacune epidemiologiche importanti specie per i Paesi a basso e medio reddito, si nascondono tuttavia situazioni molto diverse tra loro: se in alcune aree del Nord America e  dell’Europa Settentrionale le stime di prevalenza sono le più alte (superando i 120 casi per 100 mila abitanti), Nord Africa e Africa Subsahariana, America Latina e Medio Oriente sono quelle in cui la prevalenza è minore (inferiore ai 60 casi per 100 mila abitanti).

 

La Daly (Disability-Adjusted Life Year) è una scala che calcola gli anni persi a causa della disabilità acquisita (o per morte prematura). Rispetto al 1990 non sono stati fatti notevoli passi avanti in questo settore (si registra un calo di circa il 4% nei DALYs, ritenuto non significativo da parte degli esperti), ma la mortalità è diminuita sensibilmente (meno 11,5% il tasso di morte standardizzato per età).

 

L’analisi degli esperti conferma anche gli aspetti di genere relativi alla sclerosi multipla: fino alla preadolescenza la prevalenza della malattia è paragonabile tra maschi e femmine, mentre con l’adolescenza comincia ad aumentare nel sesso femminile, con un pattern che si mantiene negli anni a venire.

 

A partire da questi dati i ricercatori identificano i punti su cui investire e le sfide da vincere per prepararsi ad affrontare al meglio la lotta alla sclerosi multipla. A destare particolare preoccupazione è, per esempio, l’aumento nei costi dei farmaci modificanti la malattia, terapie che riducono e rallentano la progressione della patologia, specialmente nelle fasi precoci. Scrivono in proposito gli esperti: “Assicurare l’accesso a questi farmaci così come alla riabilitazione e all’assistenza sanitariamultidisciplinare aiuterà a rallentare la progressione della disabilità e a sostenere l’indipendenza nelle attività quotidiane per le persone con sclerosi multipla”. E tutto questo dovrà essere pesato, specie per le zone del Nord America e dell’Europa, con l’invecchiamento della popolazione.

La sclerosi multipla, concludono gli autori, sebbene sia una malattia abbastanza rara, è una causa importante di disabilità in età adulta. Comprenderla, nei numeri, nell’impatto sulla popolazione colpita, è il primo passo per capire come affrontarla.aism.