Algeria, arrestata la leader del Partito dei Lavoratori Louisa Hanoune, questo è il suo nome, è stata testimone del caso contro Said Bouteflika, fratello e consigliere dell’ex presidente.

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Riflettori ancora puntati sull’Algeria: l’agenzia di stampa locale APS ha reso noto che è stata provvisoriamente arrestata la leader del Partito dei Lavoratori, Louisa Hanoune, 65 anni, nel 2004 prima donna a candidarsi come Presidente del Paese. La Hanoune è stata incarcerata dal governo più volte, prima della legalizzazione dei partiti politici nel 1988.

A capo di un piccolo partito di estrema sinistra, è stata arrestata di nuovo ieri, giovedì 9 maggio, da un tribunale della città di Blida, una delle maggiori dell’Algeria e capitale dell’omonima provincia, 45 chilometri a sud ovest da Algeri. La notizia è stata data in italiano dal giornale “Il Post”.


La Hanoune era stata chiamata a testimoniare nel processo che sabato 4 maggio aveva portato all’arresto di Said Bouteflika, 61 anni, fratello minore e consigliere dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, e di due ex generali dei servizi segreti. I tre erano finiti in manette con l’accusa di aver organizzato a fine marzo un complotto per destituire il capo di stato maggiore dell’esercito, Ahmed Gaid Salah, sostenitore del movimento popolare di protesta contro l’ex presidente, dimessosi il 2 aprile scorso dopo 20 anni al potere.

Intanto i cittadini algerini continuano a scendere in piazza, in previsione delle elezioni che si terranno il 4 luglio. Per usare le parole dello scrittore liberale algerino Boulaem Sansal, intervistato in questi giorni da alcuni media italiani sulla situazione nel suo Paese, “Per il momento, dopo dieci settimane di manifestazioni che hanno riunito milioni di persone, il sistema è ancora in piedi: si è solamente sbarazzato dei rami secchi, di figure particolarmente invise agli algerini”.

Alessandra Boga

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