L’economia italiana va malissimo: la ricetta del governo non funziona Le ultime previsioni della Commissione europea dicono che non c’è crescita.

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In questi giorni i media stanno riportando le sconfortanti previsioni della Commissione europea sulla situazione economica italiana: il nostro Paese è ultimo in classifica per crescita del Pil, relativamente al debito e al deficit. Ben oltre il 130% e il 3% del Pil stabiliti dai parametri del Trattato di Maastricht del 1992 entrato in vigore il 1°novembre 1993 per l’ingresso nell’Unione europea. L’occupazione cala e la disoccupazione rimane sopra al 10%. Inoltre la crescita degli investimenti rallenta: fino a qualche anno fa era del +3%, mentre nel 2019 dello 0,9%.

Tutti i dati sono in peggioramento rispetto all’ultima rilevazione e alle previsioni del governo. A fare il drammatico quadro della situazione, è il sito Linkiesta.


Molti sono i problemi: colpa del governo gialloverde e più ancora di chi l’ha votato? In effetti è stata illogica la sua idea di puntare sui sussidi e i prepensionamenti per far ripartire l’economia.

Servono nuove misure; abbassare le tasse, soprattutto quelle sul lavoro, ed in particolare il cuneo fiscale che consente allo Stato di trattenere in media quasi metà della retribuzione. Serve fare tagli per rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto sulle infrastrutture. Una migliore scuola ed una migliore formazione, che tornino ad essere incentrate sul capitale umano.

Invece, osserva Linkesta, stiamo andando o verso un nuovo governo tecnico, di Mario Draghi, con una manovra lacrime e sangue, oppure verso un governo di Matteo Salvini, che ci sta spingendo verso l’uscita dall’Euro. Il problema non è che questo governo sia buono o cattivo, ma che con i precedenti ci ha portati in questa situazione.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


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