Terrorismo: finanziavano foreign fighters tra Iraq e Siria da Brescia

in Cronaca/Le Brevi

Le raccolte fondi di nove associazioni islamiche tra città e provincia sono finite sotto la lente di ingrandimento della Procura di Brescia e l’ipotesi di reato è che questi fondi, raccolti attraverso l’“hawala”, che si ispira alla carità musulmana e che prevede un tasso di commissione più basso rispetto ai trasferimenti standard e questi i soldi sono serviti a finanziare gruppi terroristici tra Iraq e Siria: questo il sunto delle migliaia di pagine di un’inchiesta approdata in aula. Così , come riporta Il Giornale di Brescia, 17 imputati, di cui 13 sono stati rinviati a giudizio per il via al processo fissato ad inizio luglio.

L’indagine bresciana segue la maxi-inchiesta che si era conclusa circa un anno fa, coordinata da Guardia di Finanza e Polizia di Stato e conclusasi con 14 arresti in varie province e regioni, in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna. Il flusso di denaro sarebbe stato appunto dirottato in Iraq e Siria, per sostenere gruppi considerati vicini alla jihad e al terrorismo”.



Nelle indagini della Procura sono segnalate Al Ummah e Al Noor, a Bedizzole il Centro islamico Tabligh, a Carpenedolo Arahma Onlus, a Gardone Valtrompia Al Ummah Italia, a Ghedi Al Ummah, a Lonato del Garda Masjid Ennour Onlus, a Lumezzane Multinazionale, a Montichiari Annour Onlus.

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Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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