Un’ Europa Sovrana?

in Opinione


In risposta ad Alessandro Sansone

https://almaghrebiya.it/2019/05/04/chi-la-critica-chi-la-difende-non-pensa-ad-uneuropa-sovrana/


 

di  Cosimo De Vitis

Quello di Sovranità non è un mero concetto accademico, filosofico o politico e tanto meno non è un concetto anacronistico che deve per forza lasciare spazio in prima battuta ad un nuovo concetto di sovranità condivisa, per poi essere del tutto ceduta, nella fattispecie all’UE.

La Sovranità è l’essenza, l’anima di ogni Nazione libera e indipendente, il carattere distintivo che le assicura l’assoluto potere di governare, di stabilire le sue politiche interne ed estere, la sua indipendenza da qualsiasi potenza straniera o organizzazione internazionale, di stabilire quali leggi darsi, intorno a quale scala di valori costruire la propria società, come interagire con altre nazioni, come tutelare la propria identità e promuovere le proprie tradizioni.

Gli italiani sono stati umiliati, dalla cessione di sovranità politica e monetaria a favore dell’UE, un organismo sovranazionale che non ha di certo agito nell’interesse degli italiani, proprio come tutti quei politici che hanno ceduto la sovranità.

Il fatto che oggi la politica viva una fase di crisi e cambiamento, per alcuni accentuata dalla scarsa presenza di politici di rango capaci di coagulare attorno a se ampio consenso e di farsi valere tanto in Patria quanto all’estero, non vuol dire che si debba buttare alle ortiche la nostra sovranità e consegnarsi mani e piedi all’UE franco-tedesca per farsi massacrare definitivamente.

Il sovranismo rivendica il primato della sovranità nazionale esercitata dal popolo o da uno Stato, sulla sovranità dell’UE, sulle politiche liberiste della globalizzazione e in generale sulle politiche sovranazionali sancite da organizzazioni internazionali, ad esempio l’ONU.

Sovranismo quale legittima opposizione alla cessione di poteri dello Stato nazionale all’UE, cessione che compromette l’identità, la civiltà, la libertà e la democrazia del popolo sovrano.

Sovranismo quale opzione politica a difesa dei confini, quale mezzo politico per contrastare l’invasione spacciata in ragione di convinzioni personali e di vari interessi non solo politici, come immigrazione di massa; Anteporre l’interesse dei popoli europei a quelli designati dalle politiche liberiste europpe, dettate di

 

 

 

concerto dagli eurodittatori di Bruxelles e dall’elite bancaria mondialista.

 

Politicamente parlando non vi sono dubbi che l’attuale UE sia nemica della sovranità nazionale e di conseguenza della democrazia e dell’identità propria di ogni popolo membro dell’unione, è sufficiente ricordare la tragica fine toccata alla Grecia per avvalorare tale verità.

Salvaguardare la sovranità popolare nazionale, vuol dire, come ad esempio sostiene Nigel Farage, preservare il diritto dei popoli all’autogovernarsi. Ribadire il diritto di ogni popolo dell’unione a decidere autonomamente del proprio destino, liberi da condizionamenti sovrastatali e da ingerenze esterne di qualsia natura.

Questa visione spaventa l’attuale guida dell’UE, non è gradita alla cancelliera tedesca, al suo alfiere francese e alle varie lobby, perchè vedono vacillare il loro potere, vedono minati i loro interessi e privilegi. Non a caso Martin Schultz ha più volte sollevato la necessità di dare vita agli Stati Uniti d’Europa, in chiave anti sovranista, per evitare che l’attuale UE venga smantellata, con conseguente perdita di potere da parte di chi fino ad oggi ha dettato legge, per tornare ad essere uno spazio di comune cooperazione tra Stati membri ma sovrani.

L’accentramento di sempre più potere in seno all’UE, le incessanti richieste di cedere sempre maggiori quote di sovranità nazionale, così da creare un super Stato, nelle mani di politici non eletti dal popolo, crea un problema di democrazia di non poco conto, da un lato il popolo che non può eleggere il governo europeo e quindi non è in grado di determinare la direzione politica a tutto spiano dell’UE, e dall’altro quello stesso governo europeo che pregiudica il diritto democratico dei popoli europei all’autogoverno, interferendo come avviene su ogni singola scelta dei vari stati dell’unione.

La sovranità popolare dei singoli Stati membri deve essere salvaguardata dalle intromissioni esercitate dall’UE. La Brexit costituisce una reazione forte e democratica, contro la deriva dittatoriale dell’UE che spinge inesorabilmente verso la creazione di uno Stato federale con a capo Bruxelles.

In tale ottica Emmanuel Macron ha ben riassunto l’obiettivo di ristabilire la trinità di unità, sovranità e democrazia, ribadendo la sua richiesta di “sovranità

 

 

 

europea”, l’UE dovrebbe diventare un regime sovrano a pieno titolo, politico ed economico, in cui i governi nazionali diventerebbero secondari rispetto a quello europeo. Secondo questa visione l’UE diventerebbe libera di operare tanto negli affari di politica interna, tanto in quelli di politica estera, spaziando dall’economia, alla sicurezza interna, passando dall’immigrazione, all’antiterrorismo ecc.

Gli Stati membri dovrebbero spontaneamente o in seguito ai consueti ricatti politici e finanziari, cedere la propria sovranità all’UE per realizzare una governance politico-economica sempre più centralizzata, è quindi logico vedere in questa UE un vero e proprio regime oligarchico che fagocita le sovranità nazionali.

Un’ Europa Sovrana sarebbe legittimata ad attuare ogni politica possibile per creare spazi politici e commerciali, nei cui ambiti i legittimi interessi e l’esigenze dei singoli Stati non più sovrani e dei rispettivi cittadini, possono essere sistematicamente sacrificati in favore degli interessi di pochi e degli interessi ecomonici delle lobby finanziarie.

Europa sovrana vuol dire legittimare le pretese dittatoriali della Germania e della Francia, conferendo loro licenza di uccidere politico-economicamente e non solo, tutte quelle nazioni che hanno osato ribellarsi al ruolo di cenerentola e tra queste anche l’Italia.

Vuol dire realizzare tra gli altri il progetto di Martin Schultz, trasformare di fatto l’UE in Stati Uniti d’Europa, una trasformazione irreversibile che sancirebbe la nosta fine come italiani, la fine della nostra identità e delle nostre eccellenze.

Significherebbe spianare definitivamente la strada a fanatici speculatori come Soros, mettersi sotto lo schiaffo del FMI e della Troika, arrendersi al progetto politico per islamizzare l’Europa, aprire le porte dell’UE alla Turchia di Erdogan, sancire la morte della sovranità nazionale e con essa della nostra idientità, della nostra Storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni, la morte di un continente che da sempre è faro di civiltà, modello e termine di paragone per il resto del Mondo.

Sovranismo quale formula politica per garantire ad ogni nazione il potere di decidere in maniera erga omnes come governarsi, come difendere la propria

 

 

 

identità, il proprio benessere economico, da ingerenze esterne, rappresenta una necessità politica e al contempo una risposta socio-politica alle legittime aspettative dei cittadini/elettori, l’ascesa dei partiti sovranisti non deve stupire più di tanto.

Demonizzare il sovranismo e i suoi rappresentanti non serve a celare l’innegabile verità, questa unione piace sempre meno ai cittadini europei che si sentono sempre più vessati, insicuri, minacciati nelle loro certezze econimiche e personali.

Dipingere il sovranismo come una piaga sociale che minaccia la stabilità europea, non fermerà il vento del cambiamento, perchè a prescindere dall’esito delle elezioni europee, i rapporti di forza tra le diverse anime del Parlamento europeo cambieranno e i principali attori della politica europea non potranno ignorarli.

La vittoria di Donald Trump, l’affermazione politica di Matteo Salvini e di altri partiti sovranisti in tutta Europa non ultimo Vox in Spagna, dimostra che nulla è per sempre, neanche lo strapotere del PPE, che tutto è reversibile. Il sistema volendo può essere cambiato, Trump è riuscito a mettere in pratica le sue idee, Matteo Salvini a bloccare quasi del tutto gli sbarchi di clandestini, gli stessi sbarchi che per il PD e per l’UE sono tutt’ora inevitabili.

Il Sovranismo è la scelta, la speranza di chi ama l’Europa, di chi lotta per salvarla, preservarla e trasmetterla alle giovani generazoni, iniziando un nuovo percorso, al fine di costruire uno spazio comune in cui i popoli europei possano forti delle comuni radici, confrontarsi, solidalizzare e sostenersi, nel rispetto delle rispettive sovranità nazionali, senza che Germania e Francia provino ad assoggettare a se tutte le altre.

 

 

 


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