App-spia, il Garante della Privacy le mette al bando

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Il sito Dimit (Diritto Mercato Tecnologia) informa che lo scorso 30 aprile il Garante della Privacy Antonello Soro, con una lettera alle massime cariche istituzionali e politiche dello Stato (i presidenti di Camera e Senato, il premier Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede), ha denunciato il rischio di una “sorveglianza di massa”, con l’utilizzo di app-spia che possono avere accesso ad informazioni private. Perciò ha sostanzialmente messo al bando tali applicazioni, che vengono utilizzate dalle procure di tutta Italia per intercettare con il telefono cellulare cittadini indagati. Il Garante sostiene che vada cambiata immediatamente la legge sul tema, prima che entri in vigore la riforma sulle intercettazioni voluta dal precedente governo.

Le app – spia risultano essere dei “Troian horses”, cavalli di Troia informatici per entrare di nascosto (per esigenze investigative) nei telefonini delle persone e prenderne letteralmente il controllo, individuando ogni cosa vi sia registrato. Inoltre individuare mediante Gps la localizzazione geografica del proprietario del cellulare. Il problema è che software fuori controllo hanno intercettato comuni cittadini, minacciandone la privacy.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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