Aborto, le donne marocchine fanno sentire la loro voce per averne il diritto

in Esteri/Le Brevi

11 Giugno 2016, Rabat. Dopo le pressioni di Re Mohammed VI e la constatazione del Ministero della Sanità, costretto ad ammettere che l’aborto è “il più grave problema di salute pubblica del Marocco”, viene presentata alla Camera una proposta di legge per la parziale legalizzazione dell’aborto con la volontà comune di “allinearsi ai principi della Costituzione varata nel 2011” e l’intenzione di riscrivere l’articolo 453 ammettendo così l’aborto non solo nei casi di rischio di salute per la gestante, ma anche in caso di incesto, violenza sessuale e malformazioni del feto.

24 Aprile 2019, Rabat. Tutto tace. A distanza di tre anni, il Parlamento non ha ancora adottato alcuna misura per modificare la legge. E il Movimento Marocchino Alternativo per le libertà individuali (MALI) non ci sta, e riempie di assorbenti “parlanti” le pareti del Ministero della Salute in una protesta simbolica e d’impatto contro le leggi sull’aborto.

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Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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