Uomo picchiato a morte da gang di ragazzi a Manduria: carcere per 6 minorenni e 2 maggiorenni Non convalidati i fermi, perché non sussiste pericolo di fuga.

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I media informano che il gip del Tribunale di Taranto, Rita Romano, non ha convalidato i fermi per 6 minorenni e 2 maggiorenni che il 23 aprile scorso, a Manduria, picchiarono fino a causarne la morte Antonio Stano, un uomo di 66 anni affetto da disagio psichico, divertendosi a filmarne il pestaggio e successivamente a condividerne i video principalmente su chat telefoniche. La giudice ha comunque deciso che ai due maggiorenni spetti il carcere. Lo stesso è stato disposto ieri, giovedì 2 maggio, in appropriata sede, per 6 minorenni del branco.

“La misura della custodia cautelare in carcere – scrive il gip Romano – appare sostanzialmente adeguata alla gravità dei fatti, avendo gli indagati dimostrato notevole inclinazione alla consumazione di reati, totale inaffidabilità e completa assenza di freni inibitori”. “Né – rileva il magistrato – vi è misura diversa meno grave rispetto a quella anzidetta idonea a garantire le esigenze di tutela della collettività stante la personalità dei due indagati” che “non offrono alcuna garanzia certa di rispetto degli obblighi di una misura cautelare meno afflittiva, dovendosi pertanto fortemente limitare la loro libertà di movimento per impedire la ricaduta nel delitto”. A riportare queste dichiarazioni, è l’ANSA.


Inoltre la giudice ha sottolineato che le famiglie dei membri più grandi della gang “hanno dato prova di incapacità a controllare ed educare i due giovani”, perciò non sono stati concessi a questi ultimi gli arresti domiciliari.

“Stano”, che era appunto la vittima, “è stato fatto oggetto di un trattamento inumano e degradante, braccato dai suoi aguzzini, terrorizzato, dileggiato, insultato anche con sputi, spinto in uno stato di confusione e disorientamento, costretto ad invocare aiuto per la paura e l’esasperazione di fronte ai continui attacchi subiti e, di più, ripreso con dei filmati (poi diffusi in rete nelle chat telefoniche) in tali umilianti condizioni”, ha scritto il gip.

I sei minori (due 16enni e quattro 17enni) coinvolti in questa vergognosa vicenda, sono accusati tortura, sequestro di persona, danneggiamento e violazione di domicilio, e secondo il gip Paola Morelli potrebbero inquinare le prove e compiere altre violenze.

L’indagine non finisce qui: il pensionato sarebbe stato vittima di altri 6 ragazzini, che sono stati iscritti nel registro degli indagati. E’ emerso che le aggressioni ad Antonio Stano, sono state numerose e consumate nell’omertà di molti. Venivano filmate e postate dai responsabili in una chat di WhatsApp denominata “La banda degli orfanelli”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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