Istat: alla fine della III media il 34% dei ragazzi è promosso ma impreparato

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Magari promossi e bene, ma fondamentalmente ignoranti. E’ questo il desolante quadro degli studenti italiani usciti dalla III media, tracciato dall’Istat nel rapporto diffuso qualche giorno fa sugli Obiettivi per uno sviluppo sostenibile nel 2019. Gli obiettivi individuati, per tutti gli aspetti del nostro sistema socio-economico, sono 17, e per quanto riguarda il punto “l’istruzione di qualità per tutti” emerge che oltre un terzo dei ragazzini di 13 anni, nell’era digitale, non sa scrivere correttamente e non comprende nemmeno a sufficienza i testi. Il Rapporto SDG (Sustainable Development Goals) rileva che 34,4% degli studenti italiani che frequentano ultimo anno delle medie, “non raggiungono un livello sufficiente di competenza alfabetica”. Per la precisione riescono a comprendere soltanto brani semplici ed intuitivi. Sembra andare anche peggio per quanto riguarda il loro rapporto con i numeri: le difficoltà si riscontrano poi nel quotidiano, nelle questioni economiche e statistiche. In questa situazione si trova il 40% dei ragazzi, vale a dire 1 su 10. Peggio in generale va al Sud, in cui si arriva spesso ad oltre il 50% dei casi. Si tratta di dati che si basano sulle prove Invalsi del 2018 e mostrano una scuola impreparata.

Gli insegnanti spiegano che oggi, in un mondo sempre più interconnesso, dove per scrivere i giovani usano le abbreviazioni (vedi xché e xò) e le emoticon, c’è “meno tempo” per l’approfondimento.

Paolo Mazzoli, direttore dell’Invalsi, commenta: “Probabilmente, il nostro insegnamento è ancora troppo scolastico. Mentre le prove Invalsi non sono prove propriamente scolastiche, scandagliano competenze durevoli, profonde. Ecco perché, probabilmente, i ragazzi entrano in difficoltà appena si trovano di fronte alla risoluzione di problemi di realtà o nel decodificare i significati più profondi di un testo scritto”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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