Comunità Curda: anche Souad Sbai l’11-12 maggio in piazza a Roma per manifestare contro Erdogan

in Cronaca/Le Brevi

Rompiamo l’isolamento: è il silenzio che uccide. 11-12 maggio con i 7000 in sciopero della fame! La Comunità curda di Roma manifesterà contro il dittatore sanguinario Erdogan a favore della libertà, almeno quella di esistenza, perché per ai Curdi il Sultano vieta innanzitutto di vivere. Riportiamo allora il messaggio che ci è arrivato dagli amici della Comunità curda a Roma dove scrivono  che in questo momento è in corso uno sciopero della fame di massa: nelle carceri della Turchia e non solo circa 7000 persone si trovano in sciopero della fame a tempo indeterminato, 8 persone hanno già posto fine alla loro vita per protesta, 7 delle quali in carcere. La richiesta è la fine dell’isolamento di Abdullah Öcalan: sequestrato in Kenya a seguito di un complotto internazionale nel febbraio del 1999, dall’aprile 2015 si trova in isolamento totale nell’isola prigione di Imrali. Questo isolamento è una tortura, una violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali e nazionali.

 

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Leyla Guven

Per questo, lo sciopero della fame iniziato da Leyla Güven ci riguarda tutte e tutti: invitiamo tutte e tutti a una giornata di azione nazionale l’11-12 maggio. Invitiamo ciascun collettivo, gruppo, associazione, struttura, persona ecc… a prendere parola con i mezzi e modi che più considera adatti. I coinvolgimenti anche sul nostro territorio non mancano: la Turchia di Erdogan riceve fondi dall’Unione Europea per tenere lontani i migranti siriani; la Turchia si addestra nelle nostre stesse basi e acquista armi della Finmeccanica/Leonardo. I nostri media sono in silenzio – ma come si può rimanere in silenzio di fronte a 7000 persone in sciopero della fame a oltranza? Il CPT (Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura) non interviene concretamente, né lo fanno le istituzioni nazionali ed europee. Addirittura Amnesty International, che si proclama così indipendente e in difesa dei diritti umani, resta in silenzio

In silenzio non resterà di certo Souad Sbai (mai lo è stata e se ne starà a fare una delle tre scimmiette) che ha già dichiarato: “Io ci sarò, sarò -come sono sempre stata- vicina al popolo curdo, perché da anni lotto per il rispetto dei diritti umani e per la loro difesa”. L’ex parlamentare, presidente dell’Associazione delle Donne Marocchine in Italia, giornalista non ha fatto aspettare neanche un minuto alla Comunità curda di Roma che ha chiesto il suo appoggio, perché sempre è stato puntuale l’appoggio di SOuad Sbai al popolo curdo.

La Comunità Curda inoltre esprime il desiderio che quella dell’11 maggio non fosse una data isolata “ma chiediamo che si arrivi a quel giorno con un crescendo di iniziative e di prese di posizione. Tra queste, alcune iniziative sono già iniziate, tra cui per esempio lo sciopero della fame a staffetta, a cui partecipano donne e uomini in tutta Italia e nell’ambito della quale è nata un’importante iniziativa collettiva a Firenze il 23 e 24 aprile; e la campagna #7000ControLisolamento, che invita ad appendere striscioni o cartelli visibili in solidarietà con lo sciopero della fame. Vi invitiamo a partecipare ad entrambe o comunque a darne visibilità, ad andare a visitare Erol in sciopero della fame a Roma; a continuare fino all’11 e oltre, a fare pressione sulle istituzioni perché si prenda posizione; ad informare, a evidenziare contraddizioni, ad essere visibili in ogni modo. La lotta di Leyla Güven è la nostra lotta: ROMPIAMO L’ISOLAMENTO!

 

Per adesioni scrivere a entrambi gli indirizzi:

solidarietadonnekurde@gmail.com,

jin.mediaitalia@gmail.com.

 

 

 

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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