Spagna: dopo la vittoria i socialisti puntano a un governo monocolore. Applausi da Brixelles

in Esteri/Le Brevi

Il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, dopo aver appreso della vittoria dei socialisti di Sanchez ha dichiarato: “I risultati” delle elezioni in Spagna “mostrano che la maggioranza schiacciante degli spagnoli ha optato per partiti chiaramente pro-europei e il presidente Jean-Claude Juncker scriverà a Pedro Sanchez per felicitarsi per la vittoria chiara. Confidiamo, che secondo il processo costituzionale spagnolo, Sanchez formi un governo stabile e pro-Ue, che permetta alla Spagna di giocare un ruolo importante come avvenuto fino ad oggi”. Sanchez come prevedibile ha avuto e gode tutt’ora del placet UE, ma adesso ha un governo da formare e non sarà facile. I 123 seggi conquistati non sono sufficienti (la maggioranza assoluta alle Cortes è di 176 parlamentari). Così come non basta aggiungere i 42 deputati ottenuti da Unidas Podemos, formazione disponibile a un patto di legislatura secondo quanto ha già dichiarato il leader Pablo Iglesias. Grazie al tonfo delle tre destre (Pp, Ciudadanos e Vox insieme restano a notevole distanza dalla somma di Psoe e Up) , viene scritto da Repubblica, Sánchez avrà comunque ampio margine di manovra. E secondo le prime dichiarazioni di alcuni dei massimi dirigenti del partito, il tentativo sarà comunque quello di formare – fatti salvi i patti programmatici – un nuovo governo monocolore socialista. “Riteniamo di aver avuto un sostegno più che sufficiente per essere il timone di questa barca”, dice in un’intervista a Cadena Ser la vice-premier Carmen Calvo. Vox non ha sfondato, ma ha sicuramente alzato la voce e si è fatto sentire: di Santiago Abascal, infatti, fondata nel 2013, dall’insignificante 0,2% delle prime sue legislative del 2016, è cresciuta di dieci volte.

 

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C.P.

 


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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