SOCIALE. IL RICERCATORE EL-JAOUZI: NON POLITICIZZARE L’ISLAM

in Politica

 

DOPO INTERVISTA PRESIDENTE GRANDE MOSCHEA ROMA CHAOUKI

 

(DIRE) Roma, 19 apr. – “Come italiano e musulmano, ritengo che le

affermazioni da presidente del Centro islamico culturale di Roma,

Khalid Chaouki, sulla delicata gestione della politica

migratoria, sulla politica partitica della sinistra o della

destra, inserite nell’ambito del dibattito sull’islam in Italia,

sia un’invasione di campo fuorviante e clamorosamente

inappropriata”. Cosi’ scrive in una lettera Abdessamad El-Jaouzi

laureato in Comunicazione e media, impegnato nel sociale, gia’

ricercatore per la fondazione Migrantes.

L’intervento giunge in seguito all’intervista rilasciata al

quotidiano ‘Libero’ il 15 aprile da Chaouki.

“Non esiste una questione politica ‘musulmani di destra o di

sinistra’, come si vuol far credere” si legge nella missiva di

El-Jaouzi. “Affermare questo significa non soltanto perdere di

vista l’importanza del cittadino e della cittadinanza,

dell’individuo come attore libero nelle proprie scelte ed

indirizzi sociali e politici, ma anche il rischio di trascinare

l’intimita’ religiosa in un pericoloso stagno. La comunita’ di

fedeli non rappresenta un bacino dal quale attingere come ape al

miele. E’ una liberta’ che non puo’ essere riconosciuta, o

autoproclamata, a chi dovrebbe dare l’esempio e garantire una

rigida imparzialita’, come il presidente del Centro culturale

islamico piu’ grande d’Europa”.

Il ricercatore riconosce che “le opinioni personali e le idee

politiche sono una libera scelta e un diritto che ognuno puo’

esercitare come meglio crede”. Tuttavia per El-Jaouzi “le cose

cambiano quando si riveste una carica importante e che richiede

la massima imparzialita’, soprattutto quando a parlare a nome dei

fedeli e’ il presidente del Centro islamico culturale d’Italia

nella capitale”.(SEGUE)

(Com/Alf/Dire)

15:51 19-04-19

 

SOCIALE. IL RICERCATORE EL-JAOUZI: NON POLITICIZZARE L’ISLAM -2-

 

 

(DIRE) Roma, 19 apr. – “Da cittadino impegnato nel sociale e

attento osservatore della nostra societa’ italiana – prosegue

El-Jaouzi – credo che il ministro dell’Interno Matteo Salvini

abbia gia’ una sua chiara agenda politica sulla modalita’ di

gestione della questione immigratoria e della sicurezza”.

Secondo il ricercatore, “c’e’ bisogno di un patto a lungo

termine per la coesione sociale, per la convivenza civile nel

quadro del rispetto e della difesa degli alti valori della nostra

costituzione. Questo significherebbe, come effetto, sostenere la

sicurezza nel nostro Paese e l’interesse nazionale”.

El-Jouzi condanna infine “il protagonismo a costo zero”, un

male di cui “soffrono in molti” e incoraggia pertanto “un tuffo

nella ragionevolezza, che possa agire su tutti come una benefica

cura rigenerante”. In particolare, sarebbe “auspicabile che il

portavoce del Centro islamico, cosi’ come in generale i

rappresentanti della vasta comunita’ musulmana in Italia, rimanga

ancorato nella sua dimensione naturale e valoriale di luogo di

incontro, di apertura, di consolidamento dello spirito e della

divulgazione della conoscenza”.

La religione dunque come “fattore di coesione” e “dialogo

universale”, soprattutto quando entra “nella sfera politica”. “La

responsabilita’ di un centro religioso cosi’ importante –

conclude il ricercatore – non e’ un optional ma un investimento

che richiede lucidita’ e capacita’ equidistante ed equilibrata

per portare a compimento gli impegnativi obiettivi per il bene

comune”. Sarebbe pertanto “ragionevole convogliare le energie per

dare risposte pratiche e per risolvere le vere questioni che

attanagliano la comunita’ di cittadini musulmani in Italia, che

vive profonde divergenze che hanno favorito la mancata unita’ e

l’agognata intesa. Lavorare in piena trasparenza e coesione con

lo Stato per costruire un percorso italiano comune”.

(Com/Alf/Dire)

15:51 19-04-19