Sri Lanka: scontro a fuoco tra i soldati e un gruppo di presunti complici degli attentatori La presunta "mente" degli attentati è morto nell'attacco

in Esteri/Le Brevi

Nello Sri Lanka la nebbia del terrore ancora non è stata spazzata via dal vento della consapevolezza, dal soffio della giustizia, dalla pioggia delle lacrime… La ferita è ancora aperta e gli assalitori ancora vivi, nonostante la presunta”mente” degli attentati di Pasqua in Sri Lanka, Zahran Hashim, sia morto nell’attacco messo a segno nell’albergo di Colombo come ha dichiarato durante una conferenza stampa il presidente cingalese, Maithripala Sirisena: “Le agenzie di intelligence mi hanno detto che Zahran è rimasto ucciso nell’attacco allo Shangri-La”.

Zahran Hashim era (?) un religioso locale islamico che proveniva dalla città di Kattankundy, una zona prevalentemente musulmana . Descritto come un predicatore indifferente e agguerrito che si è anche impegnato in scontri con la moschea locale, Hashim era persino andato a studiare in India, dove si dice che abbia innescato scontri tra studenti.

Hashim abbandonò il college e iniziò a studiare l’ideologia islamica influenzata dall’ISIS e successivamente sviluppò legami internazionali più forti. Hashim ha anche caricato molti dei suoi sermoni e conferenze su piattaforme di social media come YouTube e Facebook dall’India, che erano praticamente passate inosservate dalle autorità di polizia dello Sri Lanka. I sermoni discutibili e pieni di odio di Hashim hanno richiesto l’istituzione di un governo islamico nelle regioni meridionali dell’India e nello Sri Lanka. Durante gli ultimi tre anni, il predicatore di odio ha accumulato migliaia di seguaci online che hanno insegnato a eliminare i non musulmani nel tipico stile di propaganda dell’ISIS.

Sorprendentemente, il canale mediatico di ISIS Al-Ghuraba era facilmente disponibile a migliaia di giovani dello Sri Lanka, che includevano anche i video pieni di odio di Hashim, dove sosteneva apertamente di istituire un governo musulmano.

Le autorità di polizia dello Sri Lanka hanno accettato di inviare una segnalazione l’11 aprile dopo l’avvertimento dell’India secondo cui l’ISIS potrebbe pianificare un attacco terroristico sul suo territorio. Ma fino ad allora, il coinvolgimento di Hashim non era stato ipotizzato poiché non aveva orchestrato una grande attività terroristica nel paese.

Ma gli una parte del gruppo di assassini è ancora è ancora in vita infatti un portavoce dell’esercito dello Sri Lanka ha annunciato che c’è stato uno scontro a fuoco tra i soldati e un gruppo di presunti complici degli attentatori mentre la polizia ha annunciato di aver trovato una bandiera dell’Isis e un grande quantitativo di materiale, tra cui esplosivi e droni, nel corso di una operazione con esercito e forze di sicurezza nell’est dello Sri Lanka, nell’area di Senthilgaman a Samanthurai, distretto di Ampara.

Il paese è blindato: le chiese sono ancora chiuse e le moschee sono a rischio attacchi. Nel timore di rappresaglie, il ministero degli Affari Islamici a Colombo ha invitato i musulmani a evitare le preghiere del Venerdì e ha invitato le donne musulmane a non portare il velo in pubblico. Non saranno più celebrate messe la domenica, fino a nuovo ordine. Intanto,  i militari dello Sri Lanka ha sequestrato materiale per produrre bombe durante un’operazione nell’est del paese, nell’ambito delle ricerche di sospetti legati agli attentati di Pasqua. L’allarme è ancora alto, l’insicurezza pure (si è dimesso il capo della polizia, il numero dei morti era di oltre cento persone inferiore: confusione!). Il presidente ha detto anche che sarebbero “circa 130-140 i sospetti legati all’Isis” attivi nel Paese, di cui “circa 70 sono stati arrestati”, legati al massacro di Pasqua sono stai arrestati. “Li arresteremo tutti molto presto, mettendo fine a questo”, e lo scontro a fuoco tra esercito e jihadisti è avvenuto in queste ore è l’implementazione ad hoc della dichiarazione del presidente. Il conflitto a fuoco è esploso durante un blitz delle forze di sicurezza in una sospetta fabbrica di esplosivi,nella città di Ampara Sainthamaruthu, vicino a Batticaloa, una delle zone colpite dagli attentati.

 

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Costantino Pistilli

 

 

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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