Libia-Italia: nessun aumento degli sbarchi. Lo dice l’ONU

in Esteri/Le Brevi

Durante l’incontro tra il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e l’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamé, tra i vari temi e l’aggiornamento della situazione in Libia, dove tutt’ora la guerra civile è corso, si è discusso del tema migranti ed è stato spento l’allarme lanciato negli ultimi giorni da vari media, quello che una massa oceanica di persone sarebbe stata pronta a lasciare la Libia alla volta dell’Italia.

L’inviato speciale dell’Onu ha infatti dichiarato che in Libia ci sono 700.000 migranti “ma non tutti vogliono attraversare il Mediterraneo. Non dovete ossessionarvi con i centri di detenzione, lì c’è un numero limitatissimo di persone. Il flusso di migranti che vengono dall’Africa occidentale si è quasi azzerato rispetto a un anno fa”. Salamé aggiunge che dall’inizio delle ostilità in Libia, lo scorso 4 aprile, la missione Unsmil è molto “attiva” e i suoi uomini “stanno aiutando centinaia di migranti, che vengono spostati dai centri di detenzione a quelli più sicuri”. I pericoli in Libia sono ben altri come da giorni sta gridando al nostro governo Souad Sbai, già parlamentare ed esperta di terrorismo islamico, e anche oggi, sulle pagine del quotidiano il Sussidiario.it (clicca qui per l’articolo integrale) ha spiegato che le milizie islamiste che sostengono il governo di Fayez Al Sarraj, legate ai Fratelli musulmani e armate dal Qatar, hanno lanciato un’offensiva a sud e ad est della capitale per respingere la pressione dell’esercito nazionale guidato dal generale Haftar, accusato a sua volta di aver ordinato dei bombardamenti sulla città che non avrebbero però causato vittime. Poi la giornalista si domanda perché

Conte, Salvini e Moavero – i tre esponenti dell’attuale esecutivo maggiormente coinvolti nella crisi libica – hanno ribadito fedeltà alla linea del Qatar in occasione della visita a Roma del ministro degli Esteri di Doha, Mohamed Al Thani, e quindi il loro sostegno ad Al Sarraj durante l’incontro con il vicepresidente del governo di Tripoli, Ahmed Maitig. Quest’ultimo ha rincarato la dose, parlando di 500 terroristi dell’Isis pronti a salpare per l’Italia dalla Libia insieme agli 800mila migranti di Al Sarraj.

Tali minacce all’Italia segnalano il montare di una certa insicurezza nei vertici del consiglio presidenziale, che temono di perdere una preziosa sponda sul fronte diplomatico, mentre la maggior parte delle principali cancellerie internazionali si sta schierando a favore di Haftar. 

 

 

 

 

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Costantino Pistilli

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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