Attentati in Sri Lanka: il bilancio sale a 360 vittime. Secondo fonti locali quasi 500. La rivendicazione del gruppo terroristico islamista: “Risposta agli attentati a Christchurch”.

in Esteri

Si aggiorna di continuo il bilancio degli attentati di Pasqua in Sri Lanka: secondo alcune fonti, le vittime sono 321, secondo altre 360, ma media locali parlano di quasi 500 morti ed oltre 520 feriti.

Non sono scampati alla furia jihadista (anche se c’è ancora molta timidezza ad ammettere la matrice degli attacchi) nemmeno 45 bambini, annuncia il portavoce dell’Unicef, Christophe Boulierac, citato da Skytg24. Per oggi, martedì 23 aprile, è stata indetto il lutto nazionale in occasione dei funerali delle vittime nella chiesa di Katuwapitya a Negombo, pochi chilometri a nord della capitale Colombo.


Continua intanto nel Paese lo stato di emergenza, entrato in vigore a mezzanotte ora locale, le 20.30 in Italia. In tale situazione, polizia e militari possono arrestare sospetti anche senza un mandato del tribunale.

E’ salito a 40 il numero di persone finite in manette: tra loro, dice sempre Skytg24, l’autista di un furgone forse usato dai terroristi suicidi ed il proprietario di un’abitazione dove probabilmente vivevano alcuni di loro.

Il gruppo islamico locale National Thowheed Jamaat, autore delle stragi (e legato ai vent’anni di guerra civile che si sono avuti nello Sri Lanka), avrebbe appoggi all’estero, poiché le autorità cingalesi ritengono che l’organizzazione sia troppo piccola e troppo poco potente, per compiere da sola un’azione di tale entità. Secondo la Reuters, tra gli arrestati ci sarebbe un cittadino siriano.

Intanto arriva la rivendicazione degli attacchi ed è dell’Isis: gli attacchi sono stati una risposta agli attentati alle due moschee a Christchurch in Nuova Zelanda, hanno dichiarato i terroristi.

Perché le TV italiane non dedicano trasmissioni, abbastanza spazio, a quanto accaduto, e cercano di evitare parlare dell’organizzazione terroristica che ha perpetrato le stragi? Della rivendicazione da parte dello Stato Islamico? La paura impera?

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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