Sri Lanka: strage della Jihad, 290 morti ma trovate ancora bombe

in Esteri/Le Brevi

Caccia ai membri del gruppo jihadista srilankese National Thowheed Jamath per la strage di Pasqua a Colombo. L’attacco dei kamikaze anche grazie a una rete internazionale. Almeno 290 le vittime. Tra gli stranieri anche 3 dei 4 figli del patron danese di Asos. Nuova esplosione in un furgone vicino a una chiesa mentre gli artificieri disinnescavano l’ordigno. Ferito in modo lieve l’inviato di Repubblica Raimondo Bultrini. Trovati 87 detonatori vicino alla principale stazione di autobus della città. ‘Il terrorismo islamico resta una minaccia per gli Stati Uniti e per Sri Lanka’, dice il segretario di Stato Usa Pompeo. ‘Tutti condannino questi atti disumani’, ha detto il Papa. Salvini avverte che anche in Italia ‘ci sono migliaia di punti che potrebbero essere a rischio’.

Delle 290 vittime, gli stranieri erano 30, una piccola minoranza, ma provenienti da ben 11 Paesi. Otto dei morti venivano dall’India, quattro dagli Stati Uniti, tre dalla Danimarca, cioè i tre figli dell’imprenditore dell’abbigliamento Anders Holch Povlsen. Due persone, di cui non sono state fornite le generalità, sono svizzere, una delle quali con passaporto anche di un altro Paesi, oltre a una terza persona che faceva parte della famiglia delle altre due vittime elvetiche con due diverse nazionalità, no precisate. Due persone, un uomo e una donna, provenivano dalla Spagna, due dall’Australia, due dalla Cina. Gli altri morti provengono da Olanda, Giappone e Portogallo.

Il presidente dello Sri Lanka Maithripala Sirisena ha dichiarato per domani, 23 aprile, un giorno di lutto nazionale. Lo ha fatto sapere lo stesso ufficio del presidente, aggiungendo che nello stesso giorno Sirisena incontrerà i rappresentanti diplomatici per sollecitare e organizzare gli aiuti internazionali, anche nelle indagini. Nella stessa nota della presidenza si parla, citando rapporti delle agenzie di intelligence, di “gruppi internazionali” che potrebbero essere coinvolti negli attentati. E’ stata intanto rafforzata la sicurezza intorno alle chiese cattoliche dell’isola.

Nuova esplosione in un furgone vicino ad una chiesa a Colombo, capitale dello Sri Lanka, mentre gli artificieri stavano disinnescando l’ordigno. Il giornalista di Repubblica Raimondo Bultrini è stato lievemente ferito da una scheggia dopo l’esplosione. Ne dà notizia lo stesso quotidiano sul suo sito. Inoltre la polizia ha trovato 87 detonatori vicino la principale stazione di autobus di Colombo.

Erano sette gli attentatori kamikaze che nel giorno di Pasqua hanno compiuto la strage in Sri Lanka. C’è un gruppo jihadista locale dietro i sanguinari attacchi ma sono stati sferrati con l’aiuto di una rete internazionale, sostiene il sottosegretario al governo Rajitha Senaratne. Sono 24 al momento le persone sospette arrestate.

I sostenitori dell’Isis celebrano la strage, convinti che gli attacchi contro chiese e hotel dello Stato insulare rappresentino una vendetta per la carneficina del mese scorso in due moschee di Christchurch (Nuova Zelanda) in cui morirono 50 persone. Gli attentati di ieri non sono stati ancora rivendicati, ma secondo Rita Katz – direttrice del Site (il sito che monitora le attività dei jihadisti online) – “dilagano i post” sulle esplosioni sui canali media affiliati all’Isis, in cui vengono anche pubblicate preghiere affinche’ “Allah accolga” gli attentatori.

Tre dei quattro figli del patron danese di Asos sono rimasti uccisi, riporta il Guardian. Nei giorni prima degli attacchi Alma, uno dei bambini del miliardario Anders Holch Povlsen, aveva postato su Instagram una foto dei suoi fratelli nella piscina di un albergo.

Questi attentati sono le violenze più letali nello Sri Lanka dalla fine della ventennale guerra civile nel 2009. Il premier ha chiesto un’indagine sulle apparenti carenze nell’intelligence. Il governo aveva ricevuto informazioni su possibili attacchi, ma sembra che i ministri non siano stati avvisati.

La Farnesina, da subito al lavoro per verifiche, ha indicato anche un numero di telefono a cui rivolgersi per eventuali segnalazioni: 00390636225.

Tra le vittime c’è anche Shantha Mayadunne, una chef molto famosa in Sri Lanka. La donna è ritratta in una foto pubblicata dalla figlia su Facebook (sopra) prima dell’esplosione all’hotel Shangri La.

La lotta al “terrorismo islamico radicale” che ha colpito lo Sri Lanka “e’ anche quella dell’America”: lo ha dichiarato il segretario di stato Mike Pompeo in una conferenza stampa. “Il terrorismo islamico radicale resta una minaccia, dobbiamo restare attivi e vigili”, ha aggiunto. Nel Paese dell’Asia meridionale la minoranza cristiana è circa il 7,5% della popolazione.

“Vorrei esprimere nuovamente la mia fraterna vicinanza al popolo dello Sri Lanka. Prego per le numerosissime vittime” e invito a “non esitare a dare tutto l’aiuto necessario. Auspico altrettanto che tutti condannino questi atti terroristici disumani e mai giustificabili”. Lo ha detto il Papa al Regina Coeli.

“Ho appreso con sdegno e profonda tristezza la notizia dell’efferato attentato che nelle ultime ore ha insanguinato lo Sri Lanka, causando numerosissime vittime anche tra fedeli inermi riuniti per celebrare la Pasqua – è il messaggio di Sergio Mattarella al presidente Maithripala Sirisena -. In queste drammatiche ore, interprete dei sentimenti degli italiani, desidero far giungere a Lei e all’amico popolo dello Sri Lanka le più sincere espressioni di cordoglio e di condanna di questo vile gesto di insensata violenza”.

I responsabili “vanno puniti senza pietà”: lo ha detto l’arcivescovo di Colombo, cardinale Malcom Ranjith.

“Nella domenica di Pasqua la notizia degli attentati in Sri Lanka contro Chiese, fedeli e turisti mi coglie addolorato e sinceramente preoccupato da questa nuova deriva d’odio. Dal Governo italiano un pensiero alle famiglie di queste vittime innocenti e ai feriti”, scrive su twitter il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“La preghiera, mia, del governo e di tutti gli Italiani, per i morti innocenti massacrati dai terroristi in Sri Lanka”, dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Gli attacchi testimoniano di un genocidio perpetrato contro i cristiani. Preghiamo per le vittime innocenti e lavoriamo per la libertà di religione nel mondo”. Così in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. (ansa)

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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