Souad Sbai: “L’attacco nello Sri Lanka è solo l’inizio di attacchi anche in Occidente”

in Esteri/Le Brevi

L’attacco terroristico di oggi che ha sconvolto lo Sri Lanka, e il mondo intero: il bilancio delle vittime è salito ad almeno 300, mentre i feriti sono oltre 500. Secondo il governo dello Sri Lanka c’è un gruppo jihadista locale, il National Thowheed Jamath, dietro gli attentati esplosivi avvenuti il giorno di Pasqua nel Paese: sei esplosioni simultanee nella mattinata, e altre due più tardi, hanno colpito tre chiese durante la messa, tre hotel di lusso e un piccolo albergo. Quella di Pasqua è una delle stragi di cristiani più sanguinose degli ultimi anni.

Souad Sbai, già parlamentare, esperta di terrorismo, preoccupata dichiara: “L’attacco in Sri Lanka è solo l’inizio di attacchi anche in Occidente”.


L’attentato suicida è impossibile da prevedere e genera pubblicità. L’attenzione dei media è come l’ossigeno per i terroristi. L’attacco suicida riceve un’enorme copertura mediatica a causa della dinamiche e del danno scioccante inflitto indiscriminatamente contro bersagli e civili inermi. Da non dimenticare, infine, che per un attentato suicida di successo è richiesta poca esperienza e scarse risorse. Pertanto l’attacco suicida è molto più conveniente rispetto ad altre tattiche come la presa di ostaggi che richiede un investimento considerevolmente maggiore nelle risorse, nella pianificazione e nella formazione, indipendentemente dai loro obiettivi a lungo termine, l’attentato suicida è utilizzato in modo razionale e calcolato dai terroristi. Dal 1983 l’attentato suicida è la tattica preferita dai terroristi dallo Sri Lanka alla Cecenia, dall’Afghanistan alla Siria.Poco meno di 10 anni fa in Sri Lanka finì una guerra civile violentissima durata 26 anni che uccise 100mila persone. La guerra si combatté tra l’esercito srilankese e le Tigri Tamil, un’organizzazione di etnia tamil che rivendicava la creazione di uno stato indipendente nel nord e nell’est dello Sri Lanka. Si riuscì a raggiungere una “pace” solo nel 2009, quando le Tigri Tamil furono definitivamente sconfitte dall’esercito srilankese alla fine di una durissima repressione ordinata dal presidente Mahinda Rajapaksa. Da allora in Sri Lanka è cominciato un lungo e complicato processo di riconciliazione tra il governo e i tamil, di cui si sta occupando anche il Consiglio per i diritti umani dell’ONU (UNHCR).

E nello Sri Lanka tra le persone che hanno perso la vita c’è invece una donna cingalese che da anni viveva a Catania. Intanto oggi si è verificata una nuova esplosione nei pressi di una chiesa della capitale Colombo. La detonazione è avvenuta in un furgone, nei pressi della chiesa già colpita ieri, mentre gli artificieri stavano cercando di disinnescare l’ordigno. Leggermente ferito da una scheggia anche il giornalista di Repubblica Raimondo Bultrini.

Secondo le forze dell’ordine, ad agire ieri sono stati 7 kamikaze. Un alto funzionario ha aggiunto che gran parte degli otto attentati sono stati realizzati da una persona ciascuno, mentre in almeno un attaccogli attentatori erano due. Il presidente Maithripala Sirisena ha deciso di dichiarare lo stato d’emergenza nazionale a partire dalla mezzanotte di oggi.

 

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Costantino Pistilli

 

 


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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