Scuola, nel 2019 il ponte più lungo della storia: famiglie in crisi Il problema è più serio, perché oggi le famiglie a volte sono monogenitoriali. Opportunità delle "scuole aperte"

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Quest’anno è in corso il ponte più lungo di sempre, per la gioia dei ragazzi, ma per i loro genitori un po’ meno. La psicologa e psicoterapeuta romana Patrizia Mattioli, in un articolo su “Il fatto quotidiano”, riflette sul fatto che oggi le famiglie siano prevalentemente nucleari (genitori e figli) e che talvolta il genitore sia uno solo. Perciò le difficoltà aumentano.

“Le famiglie si sentono abbandonate a se stesse e devono far ricorso a tutte le risorse disponibili, spesso poche: non tutti hanno nonni (o zii, o parenti, o amici) che si offrono, o risorse economiche per soluzioni alternative (baby sitter, ludoteche, spazi ricreativi), così i momenti che dovrebbero essere di riposo per tutti, per i genitori sono spesso i più faticosi. Al punto che il rientro al lavoro può sembrare meno pesante”, sottolinea la Dottoressa Mattioli, che fa presente pertanto la necessità che i genitori abbiano a disposizione “reti di supporto” come l’asilo nido e la scuola materna. Accade che ci siano scuole aperte con varie attività (come corsi di lingua, disegno, sport, teatro e fumetti ecc.), che tengono occupati i ragazzi, ma spesso non succede.


La dottoressa riflette sul fatto che a volte le scuole protestino sostenendo che non competa loro il ruolo di “baby-sitter”, ma lei afferma: “Nessuna figura professionale o istituzionale che abbia a che fare con bambini, fanciulli o ragazzi e con i loro genitori possa mai dire che il ruolo di accudimento e/o educativo non le competa. Siamo tutti coinvolti” nel sostegno, nell’educazione e nella formazione delle nuove generazioni. Considerazioni da non trascurare.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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