Negozi, continua lo scontro sulle chiusure nei festivi: scioperi ed astensioni Sindacati sul piede di guerra, ma Confimprese avverte: “Con i consumi in calo conviene garantire il servizio”.

in Economia

Riprende lo scontro sulla chiusura dei negozi ed i centri commerciali nei giorni festivi, avvisa il quotidiano “La Stampa”. I sindacati, in primis Filcams Cgil proclamano scioperi e proteste al grido di “La festa non si vende”.

In Lombardia hanno esortato i lavoratori “a rifiutare la richiesta di lavoro durante i giorni festivi”, ricordando “che il contratto collettivo di lavoro non prevede alcun obbligo” ed invitando a rivolgersi a loro “in caso di pressioni o forzature da parte delle aziende”.


In Toscana, nelle intere giornate di ieri e oggi Pasqua e Pasquetta, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno indetto scioperi chiedendo al governo di “mantenere le promesse, individuando le festività con l’obbligo di chiusure per tutti e deroghe alle chiusure domenicali da concordare con le parti sociali sul territorio”, dicendo “Basta promesse elettorali” e “No al sempre aperto”. A Roma e in tutto il Lazio, ed in Puglia, astensione dal lavoro anche il 25 aprile ed il Primo maggio. In Sicilia già da qualche settimana è stato annunciato che non si lavorerà nemmeno il 2 giugno.

Contraria queste misure Confimprese, associazione delle imprese del commercio moderno presenti in tutti i più importanti centri commerciali del Paese. Il presidente, Mario Resca, ha spiegato sempre a “La Stampa”: “Per noi una giornata festiva vale il 20% del fatturato settimanale e, visti i tempi, ed il forte calo dei consumi in atto da mesi, finché non cambiano le regole sulle aperture conviene a tutti restare aperti: non si fanno margini ma almeno il fatturato è salvo”.

Confimprese pensa al fatto che rimanere chiusi nei festivi farebbe perdere miliardi di euro di fatturato e metterebbe a rischio il 15% dei posti di lavoro. Tuttavia ci sono grandi catene (come Ikea, Leroy Merlin o Decathlon) che a Pasqua si sono fermate e così per esempio l’outlet di Serravalle Scriva (Alessandria), il più grande d’Europa.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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