Pasqua, dolce sorpresa.

in Speciale Vaticano

di Luigia Aristodemo

Pasqua ci regala giornate di festa, lunghi weekend al mare, lasciandoci baciare dai raggi del sole, grigliate con gli amici e gite fuori porta. Per non parlare di tutti i piatti tipici regionali che durante il periodo pasquale sono sulle tavole delle famiglie.

Da duemila anni arriva puntuale.

Ma cos’è la Pasqua e, soprattutto, cosa rappresenta per i cristiani?

Ne parlo con l’amica e scrittrice Maria Mollo, studiosa di scienze teologiche.

La Pasqua, indica il passaggio dalla morte (tenebre) alla vita (luce divina), attraverso l’acqua del Battesimo, che è simbolo di Cristo Crocefisso.

Nel vecchio testamento, l’uomo aveva conosciuto un Dio punitivo e che aveva l’alleanza con Israele; con la venuta di Cristo, scopriamo un Dio che è amore e stringe l’alleanza con tutta l’umanità.

La Crocefissione apparve come uno scandalo; sembrava un Dio che aveva deluso in quanto incapace di salvare se stesso.

 

Cristo avrebbe potuto evitare la croce?

 

Si, non l’ha fatto per amore verso gli uomini. Il vero cristiano sperimenta la croce, si affida completamente a Dio che lo salverà dalla morte. Cristo perdona e lo fa sulla croce, invitando i fedeli a fare lo stesso senza pretendere nulla in cambio. In quel weekend, la risurrezione divenne il sigillo divino di ciò che Gesù intese compiere con la

propria morte.

La risurrezione di Cristo, come essenza del

cristianesimo, e da qui la

predicazione apostolica, ma anche come forza della rinascita di questa vita e non come mera illusione per consolare. Ma ė anche la fede di una Donna che difronte al corpo del Figlio non cade nella disperazione ma vive la Passione del Figlio con amore che diventa attesa della vita nella risurrezione.

La Pasqua la festa della risurrezione con i suoi simboli:

l’uovo che rappresenta il ciclo della vita;

la cenere, simbolo di penitenza, carità, digiuno;

l’agnello è Cristo che si è immolato per noi;

la campana, simbolo di festa;

il cero, Cristo luce del mondo.

Possiamo concludere citando il pensiero del teologo Ermes Ronchi :

“Pasqua ci invita a mettere il nostro respiro in sintonia con quell’immenso soffio che unisce incessantemente l’istante e l’eterno, il visibile e l’invisibile, la nostra povertà e la ricchezza di Dio”.