Libia, l’Italia si fa ricattare dai Fratelli Musulmani

in Editoriale


di Souad Sbai

L’Italia è sempre più stretta nella morsa libica del Qatar e dei Fratelli Musulmani. Il governo è sotto scacco: se nel suo interesse volesse ricucire i rapporti con il generale Haftar, sono già pronti a salpare dalle coste della Tripolitania oltre 800 mila migranti, come paventato dal presidente Al Sarraj a mo’ di minaccia.


 

A rincarare la dose ci ha pensato il suo braccio destro e vice presidente Maitig nel corso del suo soggiorno romano, avvertendo il premier Conte e il ministro dell’interno Salvini della presenza di almeno 500 terroristi dell’Isis nelle prigioni libiche, che potrebbero approfittare del caos generato dalla contrapposizione con Haftar per unirsi ai migranti e giungere anch’essi su suolo italiano. L’accondiscenza di Conte e Salvini è quella di yes men intimoriti di fronte all’atteggiamento ricattatorio degli “alleati” libici. Il leader della Lega non ha mancato di cogliere l’occasione per confermare la validità della sua linea sui porti da mantenere chiusi. È infatti pur sempre in corso la campagna elettorale per le elezioni europee. Ma le minacce avanzate dai due Fratelli Musulmani che le Nazioni Unite hanno posto al vertice del cosiddetto Consiglio Presidenziale di Tripoli, amputano l’Italia della propria sovranità in materia di politica estera, a dispetto del sovranismo sbandierato dallo stesso Salvini.

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