PER LA PACE IN LIBIA Ambasciatori di Pace

in Comunicato Stampa

 

In questi anni difficili ci troviamo al cospetto di uno scenario che purtroppo molte volte si ripete. Un’instabilità geopolitica del medio oriente e del nord Africa che converge su interessi non soltanto di natura locale, ma coinvolgono aspetti che abbracciano questioni internazionali che vanno ben oltre i confini territoriali dove si manifestano crisi e conflitti.

In Libia, come già appurato in altri scenari limitrofi negli anni precedenti siamo al cospetto di una crisi che si è tramutata rapidamente in un conflitto armato che converge verso una guerra civile devastante.

L’esperienza di scenari simili ci insegna come i conflitti di questo tipo lasciano una devastazione nei territori e nelle popolazioni. La guerra non sviluppa mai risoluzioni efficaci, piuttosto pone in essere circostanze drammatiche che implicano emergenze umanitarie e violazioni dei diritti umani. Numeri preoccupanti fin d’ora, come i 200 mila migranti (dato Organizzazione mondiale delle migrazioni, OIM) e i 500 mila bambini in pericolo nei territori di guerra (dato riferito dall’Unicef). La guerra in Libia lascerà una devastazione ed emergenza umanitaria, un instabilità nell’area del Mediterraneo che finirà per peggiorare in modo grave anche il pericolo del Terrorismo Islamista che ben sappiamo si nutre e si espande in virtù di contesti caotici e soprattutto dal fallimento politico, diplomatico, democratico. A questo facciamo appello! Non per questioni tecniche, non per aspetti economici che ben sappiamo soprattutto di fronte a eventi di questo tipo guidano la razionalità di alleanze e scelte operative. Facciamo appello a questioni etiche e morali che vanno ben al di là degli aspetti strategici.

La guerra lascia la distruzione di un popolo e produce ferite che ledono la possibilità di ricostruire un tessuto sociale negli immediati decenni successivi. Il risultato saranno nuove riformulazioni violente e nuovo terreno fertile per il fenomeno terroristico le cui conseguenze nel medio lungo termine possono diventare ancora più pericolose. L’occidente deve dare un segnale e per quanto difficile deve essere promotore di quei valori di pace, democrazia e stabilità, che rappresentano i veri nemici del terrorismo più di ogni altra possibile strategia. In questi termini l’Italia può diventare il centro della risoluzione occidentale alla guerra in Libia a partire da una risposta con un coinvolgimento europeo al problema. Gli sforzi in questa direzione non saranno mai sufficienti se l’obiettivo è risparmiare vite umane, salvare le nuove generazioni di un popolo che uscirà flagellato dal conflitto. L’Europa deve, forse per la prima volta, dare un segnale decisivo nel promuovere i valori fondamentali che ci contraddistinguono! La forza dell’occidente è nella coesione, spesso messa in discussione e la diplomazia è necessaria per sviluppare e costruire una risposta unitaria, consapevoli che un rafforzamento di Serraj in Libia costituisce il pericolo di sviluppare terreno fertile per le frange terroristico islamiste. Il fenomeno del terrorismo islamista ci insegna che le scelte di oggi possono avere ripercussioni drammatiche domani! E’ non ripetere in Libia lo stesso errore compiuto negli ultimi decenni.

La pace e la ricerca di una soluzione internazionale è la risposta più grande che l’Europa e l’occidente possono dare.

Facciamo appello a quei valori fondamentali di civiltà e democrazia che ogni volta escono malconce da situazioni in cui per interessi trasversali finiamo per concedere nuove possibilità a chi vuole minare i valori fondamentali che ci contraddistinguono. Facciamo appello alla pace perché siamo per la vita.

Ambasciatori di Pace:

Alessio Follieri, Laila Maher, Ciro Paparo, Adriana Cantiani, Carla Napoleoni, Amedeo Gentile, Anna Mazzantini, Angela Pitoni, Ezio Gallo, Vincenzo Cotroneo, Silvana Campisi, Fabiana Gardini, Adriano Filippo Costi, Luigi Cappelli, Paolo Palma, Raffaella Bufo, Mina Khalili, Andrea Isaac, Luisa Batttisti, Adriano Segatori, Pietra Barrasso, Stefania Moretti, Marisa Granello, Houda Ameur