Turchia: grave crisi economica (e politica)

in Esteri/Le Brevi

Erdogan alla canna del gas e politicamente ed economicamente. Con lui l’intera nazione e non basteranno, forse, gli aiuti che -sicuramente- arriveranno dai Fratelli (musulmani) del Qatar. Infatti, è crollata ai minimi di sei mesi contro il dollaro la lira turca sotto il peso delle ultime vicende politiche del paese. Mentre la disoccupazione ha toccato il 14,7% a gennaio, il tasso più alto in un decennio, l’agenzia di rating Moody’s si aspetta che l’economia turca si contragga del 2% nel 2019. La Turchia deve pensare ad un pacchetto di riforme economiche. Molti economisti puntano a un programma di aiuto da parte del Fondo monetario internazionale indicato come la migliore via d’uscita per la Turchia a questo punto. Ma per ora rende noto l’istituto guidato da Christine Lagarde non è stato ancora discusso nulla in merito.

La reazione relativamente sottotono dell’oro alle emissioni odierne della Turchia può anche essere dovuta ad alcune delle caratteristiche tipiche del paese.


La Banca centrale turca è un grande acquirente di oro – spiega Nitesh Shah -. Quando difende la lira turca, come in questa crisi, può vendere oro e gli investitori possono percepire questa offerta come negativa per il prezzo. Nel 2017 la Banca centrale turca ha acquistato 85,9 tonnellate d’oro, in maniera maggiore di qualsiasi altra banca centrale oltre a quella russa (223,5 tonnellate).

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Costantino Pistilli


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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