Notre – Dame, chiusa al pubblico per 5 o 6 anni. I vigili del fuoco: “frontoni laterali a rischio crollo”.

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Dopo l’incendio di lunedì 15 aprile, arriva la notizia che Notre – Dame rimarrà chiusa al pubblico per cinque o sei anni. La notizia, data dal sacerdote rettore, è stata diramata dall’ANSA. I pompieri, che si sono alacremente adoperati per spegnere le fiamme, hanno dichiarato che i frontoni della cattedrale sono a rischio crollo. Notre – Dame non era assicurata, fanno sapere i media francesi, perché appartiene allo Stato ed è lui il suo assicuratore, come per tutti gli altri edifici religiosi che gli appartengono.

Gran parte dei restauri saranno dunque a suo carico. Poi ci sono i fondi raccolti da una colletta privata, che solo ieri, il giorno dopo l’incendio, hanno raggiunto i 700 milioni di euro e dovrebbero arrivare ad oltre un miliardo. Alcuni miliardari si sono offerti di dare il proprio aiuto e il presidente americano Donald Trump, che su Twitter ha annunciato di aver parlato telefonicamente con Papa Francesco, ha offerto quello di esperti statunitensi.

Intanto è stato lanciato un concorso per architetti che si occupino della ricostruzione della guglia crollata. E come già accennato, potrebbero esserci altri crolli.

Il comandante dei pompieri, Gabriel Plus, ha spiegato che “c’è una minaccia sulle ghimberghe”, i frontoni triangolari sui lati della cattedrale che venivano sorretti dal tetto, anch’esso crollato lunedì. “Non si reggono più sul tetto, ma si reggono su loro stessi, sono quindi esposti al vento. Per questo motivo bisogna togliere del peso”. Alcuni esperti sostengono che queste potrebbero essere in parte rimosse, per evitare che crollino, causando ulteriori danni, in particolare al rosone.

Alessandra Boga

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