“FATTI E MISFATTI ITALIANI – ED IN LIBIA SI RISCHIA LA GUERRA CIVILE. 

in Opinione


di Paolo Palma

Un film già visto! Era da prevedere, già in un contesto così delicato di fronte alla nazione dove “nascono” i migranti, fonte di ogni tipo di risorse a 360 gradi per la politica italiana. Quest’ultima guerra, ha messo a nudo subito “i caratteri” dei due ministri “dell’Interno” e “della Difesa”, anche, è d’uopo dirlo, a livello di “bandiera politica”. Dopo le posizioni diametralmente opposte di Salvini (“Porti chiusi”) e della Trenta (“In caso di guerra i migranti devono essere accolti, perché diventano ‘rifugiati’ proprio per quel motivo e devono essere aiutati”), c’è stata anche la “ciliegina sulla torta” da parte di Di Maio, il quale ha esplicitamente dichiarato: “Ottocentomila migranti non si fermano con le direttive,” avvalorando la tesi del Ministero della Difesa (Trenta), e facendo sì che “a cascata” lo stesso Direttivo al completo del Comparto Sicurezza e Difesa prendesse subito il rincalzo contro Salvini. Insomma una guerra dichiarata da ambo le parti, che in questo frangente non aiuta certo l’Italia a prendere una giusta posizione nei confronti del conflitto libico, visto anche l’ultimo incontro che c’è stato tra il Presidente del Consiglio Conte e il Vice Presidente del Consiglio Presidenziale libico Maitig, per far fronte alla pericolosa involuzione sul terreno e impedire lo scoppio di una guerra civile suscettibile di gravi conseguenze per la popolazione libica e la stabilità dell’intera regione euro-mediterranea. Ma di questo passo che credenziali offre l’attuale governo di fronte alla richiesta della Libia e nei confronti dell’Europa stessa? Continuare in “ordine sparso e con idee ben confuse e contrastanti”, non giova a nessuno e non porta da nessuna parte. Anche in questo momento delicato per la posizione geopolitica che ha l’Italia, la nostra politica continua a fare il proprio gioco di “incessante campagna elettorale”; intanto rischiamo ancor di più una ulteriore e massiccia “invasione biblica” da parte di migranti di tutti i tipi, favorendo ancor più l’ingresso di foreign fighters. Intanto le altre nazioni europee che ci circondano, prendono subito le distanze e si cautelano “sigillando” i loro ingressi. Forse perché ormai ci conoscono molto bene, e hanno imparato in fretta i punti deboli della nostra politica ed i giochini sotto banco che sta facendo il governo giallo-verde. Questa forma di “do ut des”, ormai non “tira” più. Lo hanno capito tutti, e ormai lo stanno capendo anche gli italiani. I sondaggi sono poco credibili, gli italiani hanno bisogno di una seria “governance”. Iniziano ad esser stanchi di questa campagna elettorale infinita. O si va al voto o finiremo nel caos più totale e senza uscita (speriamo di no!) che ci possa capitare da quanto è nata la nostra Repubblica. Che Dio c’è ne scampi!