E Roma come va avanti? Sono indirizzati forse al nord?

in Le Brevi/Politica

«I soldi per Roma? Se li possono scordare… ». È una battuta lanciata lì, parlando con i suoi parlamentari, senza che Matteo Salvini articoli il concetto più di tanto. Eppure, il senso è chiaro: le risorse necessarie per trasferire allo Stato il debito della Capitale, che dovrebbero essere incluse nel «decreto crescita», sono tutt’altro che scontate. Salvini viene descritto dai suoi come di consueto: tranquillo e lungi dall’essere anche soltanto innervosito dalla lotta continua dentro il governo. Certo è, però, che il leader leghista continua nella sua strategia contro tutto e tutti. La giornata si apre con la sua «intimazione» indirizzata ai vertici di Polizia, Guardia di finanza, Guardia costiera e Difesa riguardo alla nave Mar Ionio. È la direttiva che accenderà, poco più tardi, un duro scontro con la ministra Trenta, che addirittura parlerà di «vaneggiamenti», sia pure senza nominare Salvini.

«Dalle parole ai fatti»
Ma la giornata si apre anche con le notizie, raccolte dal Sole 24 ore, sull’irritazione del Quirinale perché i decreti «Sblocca cantieri» e «Crescita», nonostante la loro approvazione in Consiglio dei ministri, ancora non si vedano. Salvini, qui, butta la palla nel campo del premier Giuseppe Conte: «Invitate Conte e chiedeteglielo» è la risposta del capo leghista a Giovanni Floris su La7: «Il decreto in Cdm è arrivato, noi lo abbiamo approvato e Conte starà analizzandolo. Abbiamo fatto il nostro». Il fatto è che i due decreti, entrambi approvati «salvo intese», restano ancora privi d’intesa tra le forze politiche». E su questo si accende un nuovo focolaio con Luigi Di Maio. Quest’ultimo, parlando di Alitalia (che dovrebbe essere inclusa nel decreto Crescita), non resiste: «Mi fa piacere che tutti vogliano vedere i fatti, peccato che quelli che vogliono vederli parlano soltanto». Un riferimento difficile da non collegare con il salviniano «dalle parole ai fatti». Poi, arriva la notizia delle dimissioni della governatrice umbra Catiuscia Marini. La decisione è presa in un secondo: e oggi alle 17.30 il leader leghista sarà a Perugia. Perché «l’unico errore che non possiamo permetterci è dare per scontato il consenso che è solo nei sondaggi».

Polemiche pluri quotidiane
In ogni caso, Salvini con i suoi parlamentari ostenta la massima tranquillità sul destino del governo a dispetto delle polemiche pluri quotidiane. Un deputato la sintetizza così: «Avete visto i sondaggi? Noi in crescita al 32.3%, i 5 stelle in crescita al 22.5%. Entrambe le forze di governo crescono, mentre il Pd scende di mezzo punto, al 21.5%. Quello che conta è questo: il governo cresce, il Pd cala». Per questo il richiamo di Salvini ai parlamentari leghisti è sempre lo stesso: «La gente odia i litigi. Stiamo lavorando, continuiamo a farlo, non abbiamo tempo per inutili polemiche». La preoccupazione è che dopo le Europee Di Maio non riesca più a controllare i nemici dell’alleanza con la Lega. Ma anche qui, Salvini prosegue diritto. Di Maio ha criticato il presidente ungherese Orbán? Il leader leghista annuncia: «Andrò a Budapest i primi di maggio». Quanto all’altra partita che sta cuore ai leghisti, Salvini taglia corto: «Sulle Autonomie ci sono i dubbi di qualche ministro 5 Stelle. Speriamo passino in fretta».

 

FONTE Corriere.it

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Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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