Notre Dame il peggior riflettore. Urge riflettere.

in Opinione

di Fabiana Gardini

Il giornalista, un volto consolidatissimo del teleschermo,

segue accorato lʼevoluzione dellʼincendio che avviluppa una

parte della cattedrale di Notre Dame a Parigi. Non tutti hanno

davvero visitato la cattedrale, ma non cʼè alcun adulto, almeno

in Italia, che non ricordi lo spettacolo scritto e diretto da Riccardo

Cocciante. Pochissimi poi, sono i bambini che non abbiano visto

il cartone animato tratto dalla storia narrata nello spettacolo.

Notre Dame è nellʼimmaginario di tutti, di chi ama lʼarte e

lʼarchitettura, e anche di un pubblico meno impegnato

culturalmente. Eʼ presidio della cultura cristiana che ha dettato

da sempre i tempi e i modi di quella occidentale. Si trova a Parigi,

in Francia , proprio nella nazione che affonda lo spirito laico in

quel decennio rivoluzionario che vide la prima distruzione

dellʼantica, gotica chiesa costruita nel 1200. Eh si, la Notre Dame

di Hugo, quella dellʼopera di Cocciante e del cartone animato, la

cattedrale simbolo di Parigi e della cristianità è in realtà la

ricostruzione ottocentesca dellʼoriginale danneggiato quasi del

tutto nel decennio della rivoluzione francese. Il restauro

ottocentesco opera dellʼarchitetto Viollet le Duc, in barba alle

sue vicende travagliate è però tra i documenti francesi quello che

realizza ben 12 milioni di visite lʼanno. Un cardine dellʼeconomia

turistico culturale di Parigi. Le opere dʼarte in essa contenute

sono per lo più ottocentesche, come ad esempio le sedici statue

dedicate agli apostoli e agli evangelisti, raffigurati dai loro

simboli, sistemate in modo che possano essere viste da ogni

angolazione. Si trovavano alla base della guglia. Allʼinterno della

cattedrale anche tante reliquie. Il colpo di fortuna che ne ha

impedito la distruzione durante il crollo della guglia, ai piedi della

quale sarebbero dovute essere le sedici , è che per restauri varicominciati in precedenza le statue erano già state portate via

insieme a tante reliquie ed oggetti di culto. Con buona pace di

Viollet Le Duc che aveva donato le proprie fattezze alla statua di

San Tommaso (unica delle 16 a guardare verso il cielo). Relax

dunque. Lʼevento è stato terribile, sono cose che non

dovrebbero succedere mai, ma in fondo nulla dʼirriproducibile è

andato distrutto, e non ci sono stati morti. La gravità dellʼevento

resta però intatta e no alimenta preoccupazioni che non possono

non manifestarsi. La logica investigativa di Holmes e del suo

amico Dr. Watson non occorrono per mettere in fila una serie di

considerazioni e dei conseguenti interrogativi cui qualcuno

dovrebbe dare una risposta. Nelle ultime due settimane nove

episodi di vandalismo contro cinque chiese in Francia. A quanti era

nota quest’ondata distruttiva nei confronti di edifici di culto cristiani?

Mettiamoci nella folle testa dei criminali autori degli sfregi in

Francia: otto danneggiamenti e pochissima risonanza. Ci voleva

una struttura importantissima la cui rovina accendesse potenti

riflettori. E così Notre Dame. Guerra di religione? Mors tua vita

mea?

La prima, spontaneamente logica, spiegazione di quanto sta

avvenendo in Francia può rapidamente essere archiviata. La

partita Musulmani contro Cristiani non è disputabile su questo

campo di gioco. Non in Francia, una terra tradizionalmente

profondamente laica.

Dʼaltronde se guerra di religione fosse perché scegliere una

nazione laica e non una con tradizioni religiose più forti e

radicate? Perché non la Spagna? Perché non la Polonia, lʼItalia o

qualche cattolicissimo paese, anche del Sud America? Perché

questʼaccanimento contro la Francia che colleziona attentati come figurine dei calciatori? La Francia per questioni che

partono dalle sue storiche colonie, concede il passaporto

francese a quelli che nascono sui suoi territori è la culla ideale

per delinquenti, di fatto autoctoni , che inneggiano ad uno

stendardo, enunciato come religioso, di certo profondamente

politico/economico. Il dubbio sul reale ardore religioso è

legittimo. La Francia ha importanti rapporti economici con una

parte del mondo arabo/mussulmano che è ricchissima, ma che

non si muove solo per religione. Cʼè di più, certo, ma chi può

sapere cosa. Se tanto ci da tanto chi può sapere allora quale

reale accordo è saltato tra la Francia e quel mondo? Quali patti

ha infranto la Francia per diventare il bersaglio prediletto

quattro volte quattro per quelli che dicono di fare una guerra

politico religiosa per lʼannullamento della cristianità intesa

come cultura?