Iran: condannata ad un anno di carcere Vida Movahed, simbolo della protesta contro il velo obbligatorio L’attivista 32enne si era tolta per due volte il chador nel centro di Teheran.

in Donna/Esteri

La Repubblica Islamica iraniana presenta il conto a Vida Movahed, l’attivista 32enne le cui immagini in via Enghelab (“via della Rivoluzione”) in centro di Teheran mentre sventolava il suo chador bianco legato ad un bastone un giovedì del dicembre 2017, hanno fatto il giro del mondo. Sui media comincia circolare la notizia che  Vida è stata condannata ad un anno di reclusione con l’accusa di aver diffuso corruzione della morale. Il suo gesto contro il velo obbligatorio in Iran, aveva dato coraggio a decine di altre ragazze e donne, facendole decidere di ripetere lo stesso gesto pubblico nei cosiddetti “Mercoledì bianchi”: il bianco, lo stesso colore del velo di Vida.

Il periodo della protesta di Vida Movahed coincideva con quello della protesta contro il carovita in Iran, motivo che ha messo ancora più in allarme il regime. Decine i morti e migliaia gli arrestati tra i manifestanti. Alcuni erano deceduti in carcere: si è parlato di suicidio, ma le circostanze sono quanto mai sospette.

Successivamente altre 29 donne sono state arrestate per aver aderito alla protesta di Vida: tre sono state condannate a 2 anni di reclusione, altre rilasciate ma costrette a fuggire all’estero.

La stessa Vida era stata liberata, costringendola a promettere di non togliere più il velo in pubblico, ma l’esigenza di libertà è stata più forte e nell’ottobre 2018 la donna aveva ripetuto il gesto.

La sentenza è stata emessa nel marzo scorso, ma è stata diffusa solo ieri, Domenica 14 aprile, dall’avvocato Payam Derefshan, legale dell’attivista. L’uomo ha chiesto alla Guida Suprema Ali Khamenei un’amnistia per la sua cliente.

La lotta, a 40 anni dall’instaurazione della Repubblica Islamica e dall’imposizione del chador, continua.

Alessandra Boga

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