Incendio di Notre – Dame: Victor Hugo, nel suo romanzo, condannò l’incuria umana “Il tempo è cieco, l'uomo è stolto”, scrisse.

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La Cattedrale di Notre – Dame, i cui tetto e guglia sono andati bruciati dall’incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 15 aprile, è automaticamente associata al romanzo capolavoro di Victor Hugo “Notre – Dame de Paris” (1831), il cui campanaro gobbo Quasimodo ha ispirato film (compreso quello di animazione firmato Disney nel 1996) e il musical successo internazionale di Riccardo Cocciante (tra l’altro di madre francese).

In queste ore di angoscia, in cui gli occhi dei media sono puntati sulla chiesa gotica simbolo di Parigi ed uno dei simboli della Francia (è stata dichiarata monumento storico del Paese nel 1862 e Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1991), il sito Quotidiano di Puglia.it propone una citazione di Victor Hugo che oggi suona come un’inquietante profezia. Le prime ipotesi sull’incendio di Notre – Dame hanno parlato di un fatto relativo ai lavori di restauro di questi giorni e di un’eventuale incuria umana. Proprio questa aveva condannato lo scrittore francese, con alcune frasi di “Notre – Dame de Paris”: “Senza dubbio è ancor oggi un maestoso e sublime edificio, la chiesa di Notre-Dame di Parigi. Ma, per quanto bella si sia conservata invecchiando, è difficile non sospirare, non indignarsi di fronte al degrado, alle incalcolabili mutilazioni che il tempo e gli uomini hanno inferto a questo venerabile monumento … Sul volto di quella vecchia regina delle nostre cattedrali – continuava Hugo – accanto a una ruga si trova sempre una cicatrice. Tempus edax, homo edacior. Che tradurrei volentieri: il tempo è cieco, l’uomo è stolto”.

L’Ottocento, secolo dello scrittore, era un periodo in cui i parigini consideravano per lo più mostruoso il genere gotico (d’altra parte il termine “gotico” è spesso sinonimo di genere horror). Lo stesso Quasimodo è metafora dell’edificio: “brutto” fuori, ma ricco di bellezza interiore.

Fu solo grazie a “Notre – Dame de Paris” e alla campagna di sensibilizzazione (con un editoriale) a cui aveva aderito il suo autore sullo stato di decadenza della grande chiesa (la cui costruzione era iniziata nel 1163), che cominciò il restauro della stessa. Ora resta da capire se l’incendio di oggi sia legato ad un madornale errore nei lavori di questi giorni o ad altro.

Alessandra Boga

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