BENTORNATO, FRANKENSTEIN

in Opinione

di Adriano Segatori

Quanto sta accadendo nel campo della biologia e delle pratiche di fecondazione ha da tempo superato l’immaginazione della giovane Mary Shelley, che in una notte di duecento anni fa si inventò la realizzazione di un mostro illecitamente identificato come Frankenstein, cognome invece del suo spregiudicato creatore. Realistico, profetico, invece, quello che può essere considerato il sottotitolo: il moderno Prometeo.

È proprio all’insegna di Prometeo, di colui che anticipa, che vede prima, che gli esperimenti di manipolazione dell’uomo, dalla nascita all’eterna vecchiaia, stanno continuando senza tregua, alterando la stessa fisionomia della natura. Il titano ribelle, negatore di ogni autorità, di ogni principio superiore e di ogni limite, è l’empio protettore dei trionfanti cantori del progresso inarrestabile e della sua molto meno trionfale rovina dell’uomo.

Del resto, in una condizione in cui ogni limite viene considerato un seccante impedimento, ogni tabù un esecrabile divieto, ogni frontiera una distanza da annullare, era scontato che due dispositivi si incontrassero – come l’esplosivo con il detonatore – per scaturire insieme in una incontrollabile deflagrazione: la tecnocrazia e la plutocrazia, il potere della tecnica e il potere del denaro.

Per il primo, non esiste il senso della propria azione, ma ogni azione trova un fine nel perfezionamento delle proprie procedure, come non esiste una responsabilità etica, perché il valore del metodo è insito nella sua efficacia i riferimento all’obiettivo da raggiungere. La scienza, nella visione tecnocratica, non è un mezzo offerto all’uomo per il suo miglioramento, ma è essa stessa un fine, anche usando l’uomo come materiale per le sue sperimentazioni. Il secondo partecipa con soddisfazione all’esaltazione tecnocratica e alla devastazione del minimo umanesimo, perché anch’esso senza limiti né morale vede solo investimenti e utili nella progressione della ricerca e della manipolazione, scopre nuove fonti di recupero finanziario e nuovi obiettivi di incremento economico.

E i due dispositivi trovano sostegno e conforto in una comunicazione che non parla più della realtà, ma la costruisce direttamente adeguandola alla esigenze dei due citati indicatori, applicando dei criteri di manipolazione e di omologazione che non permettono nessun confronto, ma solo un adeguamento di pensiero che arriva ad una spontanea autocensura.

Ecco, allora, che diventano comprensibili le operazioni gender, le madri che prestano l’utero per regalare un figlio al figlio omosessuale, gli studi sui farmaci trans, sugli uteri affittati, sul costo dei neonati ed altre abominevoli azioni sull’uomo.

A questo punto tutto a un senso, per distorto e perverso che sia.

Ma quella massa che si muove denunciando l’intervento umano nella devastazione del pianeta, un giorno si accorgerà del risultato del progresso contro l’uomo e la sua specificità, e allora una realtà rivoluzionaria spazzerà via i falsi profeti di questa orribile apparenza del reale.