Caos Libia: 121 morti, 561 feriti tra i quali 28 bambini. Domani Al Thani da Conte. L’Italia abbandoni il Qatar I servizi segreti italiani: “6.000 migranti pronti ad invadere l’Italia”

in Esteri/Le Brevi/MAIN

La situazione libica è ogni giorno più caotica e dura: c’è la guerra oramai. Diverse organizzazioni umanitarie riferiscono che è salito a 121 il numero dei morti negli scontri in Libia, i feriti sono 561 , tra le vittime ci sono 28 bambini. Il decimo giorno della guerra proclamata dal maresciallo è stato segnato da violenti scontri lungo l’asse a sudovest della capitale. Dopo una notte di combattimenti, i soldati dell’uomo forte della Cirenaica hanno sfondato le linee avversarie, avanzando a colpi di artiglieria, missili Grad e sostenuti dai raid aerei. Fanno sapere gli inviati dell’agenzia stampa Ansa che proseguono riferendo che due le zone conquistate per diverse ore: quella di Suani ben Adem, 25 km a sudovest di Tripoli, e quella di Aziziya, una trentina di chilometri più a sud, lungo la direttrice che conduce a Zintan e Gharyan. Dopo ore di battaglia, lanci di razzi e vittime, soprattutto civili – almeno cinque gli uccisi, tra i quali una donna incinta – le milizie di Tripoli hanno lanciato il contrattacco e respinto i nemici a Suani ben Adem. Nel primo pomeriggio dal centro della cittadina si levavano dense colonne di fumo nero. Le truppe di Haftar sono state costrette alla ritirata, lasciando diverse unità di fanteria lungo la linea di un fronte frastagliato, lontane dalle retrovie. I soldati, a corto di munizioni, sparavano contro i tuwar nel tentativo di aprirsi una via di fuga. I soldati che difendono la capitale sono poi avanzati anche su Aziziya, strappando parte della città agli avversari. Sul campo, hanno riferito fonti attendibili, sono arrivate anche le temibili milizie di Zintan, protagoniste della cacciata di Muammar Gheddafi da Tripoli nel corso della rivoluzione del 2011 e pronte ora a combattere per la difesa della capitale.

L’intelligence, rivela il Corriere della Sera nei suoi report consegnati al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parla della concreta possibilità che ci siano almeno seimila migranti pronti a partire dalla Libia. Tra di loro ci sono moltissimi bambini e donne.

Dal report dell’intelligence, riporta ancora il Corriere della Sera, emerge che «i trafficanti di uomini stanno cercando di organizzarsi nel reperimento di barche e gommoni», in modo da prepararsi al trasporto dei profughi in fuga. Grande incognita risulta essere la capacità della Guardia costiera della Libia di tenere sotto controllo quel tratto di mare. Il pericolo è stato confermato anche dal direttore dell’Aise, Luciano Carta, nella sua audizione al Copasir. Il vicepremier del Qatar, Mohammmed Bin Abdulrahman Al Thani sarà a Roma domani pomeriggio per un incontro bilaterale con il premier Giuseppe Conte, che propone per l’Italia «un ruolo di facilitatore» nel processo di stabilizzazione e pacificazione. Ergo: come facilitare gli interessi di Doha in Libia e come agevolare i gruppi terroristi legati alla Fratellanza Musulmana, dunque al Qatar (e alla Turchia).

 

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Costantino Pistilli

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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