Egitto: le prime 4 donne beduine che lavorano come guide turistiche nel Sinai Come spiega un reportage dell’AP, sono beduine, come quelle che vedono i turisti.

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I turisti (tra cui certamente molti italiani) che andranno a visitare la Penisola del Sinai, da ora troveranno anche qualche guida turistica donna: donna beduina. Solo quattro, ma le troveranno. Lo annuncia Rai News.it, che fa riferimento ad un reportage dell’AP.

La prima di queste donne è Umm Yasser (Mamma di Yasser), 47 anni, la quale con le sue tre colleghe (Umm Soliman, Aisha, Selima) si rivolge alle turiste straniere, per esempio per spiegare loro come vengono utilizzate piante locali nella medicina tradizionale.


“E’ contro la nostra cultura”, dichiara (visto che la società beduina è conservatrice quasi per antonomasia, le donne badano soltanto a casa, marito figli, e non hanno contatti con persone estranee), “ma le donne hanno bisogno di lavorare”. “La gente ci prenderà in giro – osserva la neo guida turistica – ma non mi interessa, sono una donna forte”, afferma con orgoglio.

Lei e le colleghe hanno aderito al Sinai Trial, un progetto nel quale otto tribù beduine locali si sono riunite per promuovere il turismo nell’area in cui vivono, formando una propria guida.

E’ un progetto lanciato nel 2015, che ha programmato un percorso di 550 chilometri attraverso le montagne della penisola: un viaggio di 42 giorni. L’iniziativa ha avuto successo, naturalmente anche in termini economici, per tribù che spesso si sono lamentate perché la loro zona non veniva considerata dal turismo.

In questi anni, a dire il vero, tali tribù hanno respinto l’idea che anche le donne lavorassero le guide turistiche, ma finalmente quella di Umm Yasser, la Hamada, ha accettato. Tuttavia ciò è avvenuto essenzialmente perché è piccola, antica e soprattutto povera.

Inoltre qualche riga sopra abbiamo raccontato che la donna si rivolge a turiste, persone del suo stesso sesso, perché solo questo le è consentito di fare, e né lei né le sue colleghe possono lavorare di notte. Inoltre possono essere fotografate solo se indossano il velo integrale (foto). Ma è comunque un inizio.

E’ stata proprio Umm Yasser a convincere le famiglie delle altre donne a farle lavorare come guide turistiche e ora anch’esse contribuiscono all’economia locale.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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