Egitto, azienda concede alle donne un giorno di ferie per il ciclo mestruale

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Per la prima volta un’azienda con sede in Egitto, e precisamente al Cairo, ha deciso di concedere alle donne che vi lavorano, un giorno (retribuito) di ferie quando hanno il ciclo mestruale, con tutti dolori e i disagi che quest’ultimo comporta. Le lavoratrici non dovranno nemmeno (e ci mancherebbe!) consegnare il certificato medico. La notizia è riportata sul sito Il digitale.it

Nel mondo islamico, le mestruazioni sono un argomento tabù e le donne che le hanno, sono considerate impure. Perciò, spiega Rania Youssef, responsabile delle risorse umane della ditta, la “Shark e Shrimp”, che si occupa di marketing, ha raccontato:“Inizialmente i dipendenti sono rimasti scioccati perché non è normale parlare liberamente di questo problema qui nel Medio Oriente e nella regione del Nord Africa. Sta alle dipendenti scegliere quale giorno del loro periodo (“period”, termine che in inglese indica proprio “quei giorni”, ndr) verrà tolto”. “Ci fidiamo al cento per cento dei nostri dipendenti – conclude la Youssef – e sappiamo che non abuseranno di questa possibilità”.

L’azienda è amministrata da un uomo, Mohamed Naiem, il quale ha preso tale decisione dopo aver letto alcuni articoli scientifici sui dolori mestruali. Inoltre un gruppo di giornaliste egiziane chiedeva da tempo un congedo mestruale dal lavoro.

Anche Indonesia, il più grande Paese del mondo a maggioranza musulmana, c’è questa possibilità, e così in pochi altri non musulmani.

Nessuno di questi è occidentale. In Italia, nel 2017, c’è stata una proposta di legge in tale senso, chiedendo tre giorni di congedo, ma presentando certificato medico (rinnovabile). In ogni caso non se n’è fatto nulla.C’è chi si chiede, non solo nel nostro Paese, se il congedo mestruale sia un fattore a favore o contro le donne.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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