Rischio Italia L'intervista a Marcello Gualtieri

in Economia

 

In un momento di confusione e di preoccupazione per l’economia italiana che vedono al ribasso le stime di crescita, si torna a parlare di recessione. Ne abbiamo parlato con Marcello Gualtieri economista, docente presso Dipartimento di Economia e Finanza Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

 

*Professore ma l’Italia ė davvero cosi debole?*

 

 

L’Ocse ha diffuso nei giorni scorsi uno studio sull’economia italiana che prevede una crescita negativa per il 2019 (-0,2%). Ad analogo risultato giunge il Centro Studi di Confindustria che prevede per il 2019 una crescita pari a zero. Per avere una idea della rilevanza di tale dato basta ricordare che l’attuale governo appena pochi mesi fa ad ottobre aveva annunciato una crescita di +1,5% ( e tutto il mondo ci ha riso dietro); a dicembre ha corretto all’1% , a gennaio a +0,6%; oggi pressoché tutti ritengono che se andrà bene finirà a zero.

 

*Secondo lei cosa non ha funzionato?*

 

L’errore nelle previsioni del Governo ( ammesso che si tratti di errore involontario, ma ne dubito) ha un impatto rilevante sulla vita degli italiani, perché sulla base di quelle previsioni si sono fatti i conti dello Stato, cioè i conti di quanto lo Stato poteva ( o meno) spendere. Mancano all’appello dunque risorse, cioè soldi, importanti.

Non ci sono dunque alternative: o si spenderà di meno o si dovranno introdurre nuove tasse.

Ma non è questo l’unico problema, l’esame di due semplici grafici ci dimostra quale altro problema si presenterà nei prossimi mesi.

Il primo grafico ci mostra l’andamento del debito pubblico negli ultimi anni :sempre crescente. Ciò nonostante la spesa per interessi è diminuita grazie ai tassi di interesse condotti quasi a zero dalla BCE di Mario Draghi.

 

 

 

Il grafico che segue però ci dice che dal 2017 e soprattutto nel 2018 i tassi di interesse sui titoli di stato hanno ripreso a crescere : in due anni sono raddoppiati.

 

 

 

Quindi debito crescente e tassi crescenti condurranno l’Italia , inevitabilmente ad una grande recessione.

 

*Sorpreso?*

 

Tutto previsto, nessuna sorpresa non c’era bisogno che ce lo dicesse l’Ocse.

Non c’è da stare allegri.

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