Marocco: l’incontro tra Papa Francesco e l’arcivescovo di Rabat

in Esteri/Le Brevi

“Sono molto contento e grato a Dio. Con quello che hanno detto il Re Mohammed VI e il Papa possiamo fare un passo in avanti, dalla coesistenza e tolleranza, che il Re alla spianata ha riconosciuti non bastare più, all’amicizia, a costruire insieme la fraternità universale, partendo da qui, dal Marocco” queste le parole dell’arcivescovo di Rabat lo spagnolo Cristobal Lopez Romero, ha ricevuto Papa Francesco in Marocco. Per poi aggiungere: “Non ci interessa, non vogliamo aumentare i clienti della Chiesa, ma che cresca il Regno di Dio, che cresca la pace, il rispetto della vita, l’amore, la verità. Coi musulmani lavoriamo insieme per un mondo nuovo, misericordioso”. Ella domanda posta dal giornalista Alessandro Di Bussolo  sul proselitismo dal momento che il Papa vi ha fatto riferimento oggi in cattedrale, parlando ai religiosi e al clero ma c’è ancora paura nel mondo musulmano per il proselitismo dei cristiani, dei cattolici…

L’arcivescovo di Rabat ha risposto: Perché ci sono cristiani che non capiscono questo aspetto: la Chiesa non vuole fare proselitismo. Già Benedetto XVI diceva: “La Chiesa cresce non per proselitismo ma per attrazione, per testimonianza”. Per questo noi siamo “comodi” qui in Marocco, dove il proselitismo è interdetto, perché noi non vogliamo fare del proselitismo. Il nostro obiettivo non è “aumentare i clienti della Chiesa”: il nostro obiettivo è il Regno di Dio, che la pace cresca, che ci sia più fraternità, rispetto della vita, più amore, più verità. Allora, il Regno di Dio è già presente ma deve crescere molto. I musulmani non parlano del Regno di Dio – è una categoria cristiana –, ma lavoriamo insieme per un mondo nuovo, misericordioso, dove la misericordia sia la base delle relazioni umane. E questo darà la possibilità di vivere in fraternità. Penso che il Marocco un giorno scoprirà anche che i cristiani, almeno noi cattolici, non abbiamo questo obiettivo, anche se penso che lo abbiano già scoperto perché ci rispettano molto, ci stimano e ci danno una mano quando abbiamo bisogno.

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C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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