Sia chiaro: Papa Francesco in Marocco non ha mai parlato di Fratellanza Musulmana ma di musulmani “fratelli”

in Esteri/Le Brevi

Occorre specificare un concetto: Papa Francesco non ha mai mostrato simpatia o dichiarato di voler istaurare un rapporto con la Fratellanza musulmana ma ha chiamato i musulmani “fratelli” nella coerente ottica del dialogo interreligioso architrave del viaggio apostolico in Marocco. Dunque, mai ha rivolto appelli alla Fratellanza Musulmana, un movimento internazionale diffuso soprattutto nei paesi arabi, in cui vengono raggruppati i partiti che si rifanno al cosiddetto “Islam politico“. Si tratta di formazioni che promuovono la necessità di islamizzare le società arabe, tornando ad un Islam non “corrotto” da usi e consumi occidentali, dichiarati fuorilegge, in quanto considerati un’organizzazione terroristica, da parte dei governi dei seguenti paesi: Bahrain, Egitto, Russia, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Tagikistan e Uzbekistan. Godono invece di cospicui finanziamenti e protezione più o meno esplicita da parte dei governi di Turchia e Qatar. Papa Francesco, invece, ha rivolto un appello ai musulmani chiamandoli “fratelli”, ben differente, questo il messaggio lasciato prima poco prima di partire in Marocco: Come cristiani e musulmani crediamo in Dio Creatore e Misericordioso, che ha creato gli uomini e li ha posti nel mondo perché vivano da fratelli, rispettandosi nelle diversità e aiutandosi nelle necessità; Egli ha affidato loro la terra, nostra casa comune, per custodirla con responsabilità e conservarla per le future generazioni.

 

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C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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