Io e l’aborto

in Donna

di Mariella Maioli

Il 17/05/1981 gli Italiani vennero chiamati alle urne per diversi referendum tra questi quelli sull’aborto. Io ero diventata maggiorenne da pochi giorni e quella fu la prima volta che entrai in una cabina elettorale.

Sapevo esattamente cosa avrei votato almeno per uno dei referendum quello sull’aborto.

Avrei votato a favore dell’aborto.

Sono passati tanti anni e io sono cresciuta mi sono laureata sono diventata mamma, ma la mia scelta di allora non si è modificata neppure di una virgola; anzi direi che si è rafforzata e non poco.

Prima di questa vittoria le donne che si sottoponevano ad una interruzione di gravidanza dovevano rivolgersi a mammane o a persone che con l’ausilio di ferri da maglia causavano l’aborto. Tante donne morivano per emorragia e quelle che si salvavano rischiavano fino a tre anni di carcere per il reato di interruzione.

Io come ho detto prima, ho rafforzato la mia idea a favore dell’aborto o Interruzione volontaria della gravidanza.

Quello che non si sa forse è che pur prendendo la pillola anticoncezionale nel caso di assunzione di certi tipi di medicinali la sua efficacia si annulla e si rischia la gravidanza, il preservativo si può rompere; e allora pur avendo preso le opportune precauzioni questo può succedere.

L’IGV è una azione che non viene effettuata a cuore leggero dalle donne, ma con molti sensi di colpa e mettendo sul piatto della bilancia tutti ipro di contro.

Mi è capitato negli anni di parlare con tante donne che si erano sottoposte all’aborto, e tutte hanno espresso la loro difficoltà nel momento della scelta.

Allora non c’era un supporto psicologico per questi interventi.

Penso a tutte quelle donne che hanno combattuto per ottenere questo risultato, a tutte quelle donne che sono state umiliate, denigrate, picchiate perché manifestavano a favore dell’aborto; e penso anche a me giovane donna che aveva avuto il coraggio di mettersi anche contro i vertici del partito che votava e per cui simpatizzava.

Pensando a quei momenti mi ricordo anche un fermo in pubblica sicurezza con alcune amiche che avevano avuto l’ardire di fare un murales a favore della libertà di scelta delle donne. Un fermo che abbiamo accettato con molta serietà pur non condividendo la motivazione.

Ecco ora nel 2019 tra pochi giorni si terrà a Verona un evento anche su questo argomento, è certo che non andrò, anzi continuerò ancora più caparbiamente a combattere perché l’aborto resti un diritto delle donne.

Essere Donna significa poter decidere con la propria testa e con la propria coscienza quello che si vuole fare, non abbiamo bisogno di essere imboccate da uomini che nulla sanno di cosa vuol dire essere Donna, non abbiamo bisogno di dare motivazioni per scusate le nostre scelte.

Siamo degli esseri pensanti e con un cervello che funziona benissimo è meglio di chiunque altro sappiamo tutelare la nostra vita e quella delle altre donne.