Terrorismo: sorveglianza speciale per 5 torinesi andati a combattere contro l’Isis

in Cronaca/Le Brevi

Il pubblico ministero Emanuela Pedrotta, che stamattina ha chiesto la sorveglianza speciale per 5 ragazzi che hanno combattuto l’Isis in Siria a fianco delle milizie curde. Il pm ha spiegato: “La nobile causa della lotta al terrorismo non puó garantire l’immunitá per queste persone. Le conoscenze acquisite all’estero non possono che essere utilizzate in Italia per lottare contro il sistema, anche perchè ad oggi nel nostro Paese non ci sono criticità terroristiche da combattere. Hanno manifestato una spiccata inclinazione alla violenza e all’uso delle armi – ha aggiunto il pm – vi è la certezza che in futuro si rendano responsabili di condotte che mettano in pericolo la sicurezza”. E ancora: “Queste persone fanno parte dell’area anarchico-antagonista, la stessa che ha organizzato la manifestazione di poche settimane fa, quando è stato devastato il centro di Torino”. Mentre Claudio Novaro che difende tre combattenti ha risposto alle parole del pm: “Trovo le dichiarazioni del pm offensive e lesive della dignitá dei ragazzi, che sono andati in Siria perchè non vogliono essere spettatori di quel conflitto. Dietro la loro scelta c’è dignitá e sofferenza. Il racconto del pm è ostile, la presunta competenza militare acquisita non significa nulla. La Procura parla di “alta probabilitá” che ció che hanno appreso in Siria possa servire per creare tensioni in Italia, ma sono congetture che non hanno nessun significato in ambito giudiziario”.

 

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C.P.


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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