Scafisti, illusionisti e mercanti di schiavi

in Opinione

di Adriano Segatori

Questa mattina davanti al Senato stazionava un giovane poveraccio con le mani sporcate di rosso per protestare contro la politica del Governo a riguardo della solita noiosa, mistificata e manipolata questione dei sedicenti migranti. Alla menzogna dell’informazione continua ad associarsi l’ignoranza più becera, con la conseguenza che è sempre piu difficile separare l’imbecille buonafede dalla più sordita complicità. ” Mandate avanti ‘sto cazzo di migranti “incitava lo squallido Casarini nell’organizzazione di un corteo, mentre ieri con un falso sorriso stampato alla Vauro e l’atteggiamento pietistico alla Gino Strada si faceva fotografare alla fine della gita marinara. Con lui i migranti – alias clandestini- che secondo l’inviata del “Corriere della Sera” Virginia Piccolillo avrebbero “le braccia ossute”, con parametri evidentemente personali per quanto ruguarda uno stato di malnutrizione. E’ chiaro che le conseguenze di una “odissea di fame, di sete, di una lunga marcia quanto un deserto, di prigionia, di sevizie e torture” sono scomparse per magia al momento dell’attracco, con un recupero miracoloso di peso e di prestanza già dopo l’assunzione di una minestrina calda.

Prendiamo atto che i trafficanti di schiavi hanno anche capacità taumaturgiche di ricattare derelitti e trasformarli in atletici ottimisti; oltre al potere telepatico di percepire naufragi e prevenire maremoti. Scopro, poi, che Casarini ha le stesse competenze di lettura dell’iride del mago Martina: il primo ha letto negli occhi la sofferenza degli energumeni sorridenti; il secondo, invece, ha poteri anagrafici nello stabilire la maggiore o minore età. Insomma, siamo davanti a dei fenomeni paranormali da utilizzare nelle agenzie metereologiche, negli uffici comunali ed esami medici. Chi assume delle caratteristiche a dir poco scandalose è l’esilarante Don Ciotti il quale, nei giorni scorsi, ha puntualizzato la necessità di distinguere tra migrazione e mafia. Mi pare un distinguo scandaloso per un “professionista dell’antimafia”, secondo l’antica specificazione di  Sciascia. Don Ciotti o ci fa o ci è, se nega il tonnellaggio documentale che parte dalle organizzazioni criminali dei dirimpettai del Mediterraneo, per passare alle Ong italiane e straniere e arrivare alle strutture delinquenziali nostrane.

Ormai la questione migratoria ha assunto dei livelli di falsità e di interessi che vanno ben oltre alla pratica dell’informazione e al contesto giuridico. Siamo alla deformazione delle coscienze e al travisamento del pensiero, come dimostra la presenza del poveraccio davanti al Senato. Una volta si parlava di cervelli buttati all’ammasso, e oggi possiamo affermare che quell’ammasso è finito alla rottamazione.

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